Prong – Recensione: Power Of The Damager

Con il loro ottavo album, "Power of the damager", una delle migliori e più influenti, ma non delle più famose, band degli anni novanta della scena metal alternative ritorna ai propri standard migliori. Il demiurgo Tommy Victor è accompagnato al momento dal batterista Aaron Rossi e dal bassista Monte Pittman, e in studio dal "capo" dei Minsitry, Al Jourgenson. Questa formazione è riuscita a registrare un album impregnato di quel groove spietato ed assassino che può facilmente essere avvicinato a classici come "Beg to differ" (1990) e "The cleansing" (1994). Questa intenzione appare chiara già dalla punkeggiante opener "Looking for them", giusto appena prima che arrivi "No Justice", una delle più brutali assalti all’arma bianca della storia della band. Uno dei capolavori assoluti dell’album, così come le nervose "Message inside of me" e "The banishment", percorse dal tipico riffing del metal anni ottanta. E che dire dalla contemporanemanete epica e veloce "3rd option"? Una delle migliori canzoni mai incise dal gruppo di New York. E non è davvero poco pensando alla qualità media del loro catalogo.

Si ringrazia http://www.emp-online.it per la collaborazione per questo articolo

Etichetta: 13th Planet / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist: 01. Looking for Them
02. No Justice
03. Third Option
04. Pure Ether
05. Power of the Damager
06. The Banishment
07. Worst of It
08. Spirit Guide
09. Messages Inside of Me
10. Can't Stop the Bleeding
11. Bad Fall
12. Changing Ending Troubling

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