Abruptum – Recensione: Potestates Apocalypsis

L’arte di saper mettere le sensazioni in musica, o meglio in non-musica, attraverso la presa di coscienza di come il rumore più annichilente possa diventare un veicolo espressivo. Gli Abruptum sono tutto questo e l’epitaffio “Potestates Apocalypsis” arriva a creare un senso di torpore e sconfitta dettato da quattro tracce di noise terrorizzanti, capaci di togliere il respiro. Il loro modus operandi sarà pure elementare, ma le frustate di elettronica, per quanto semplici nella struttura, aprono delle profonde ferite. Il disco è una sorta di concept (privo ovviamente di testi e di conseguenza di parti cantate) dedicato ai quattro cavalieri dell’apocalisse, rappresentati ciascuno da un brano dall’incedere disturbante e maligno che attraverso i suoni ne descrive ottimamente i tratti distintivi. “Pestilencia” porta la malattia e possiede un incidere lugubre e sibilante, preludio alla completa decadenza fisica e psicologica, dettata da pesanti sferzate noise che si perdono in una sensazione di grottesco marciume. “Bellum”, la guerra, si ancora sulle coordinate del martial ambient attraverso un corpo possente, è una sorta di marcia priva di gloria o maestosità, ma fatta di esplosioni di bombe, del “canto” di una mitragliatrice e di citazioni come quella de “Il Silenzio” che si scorgono in lontananza dando il senso della totale sconfitta. “Fames”, come la carestia, si insinua fangosa e pachidermia, una sorta di supplizio sonoro che non potrebbe descrivere meglio un decesso dovuto agli stenti. E arriva così “Mort”, un congedo terribile che raccoglie quanto gli altri episodi hanno detto e lo mette in un’ottica ancora più oscura e assordante, per poi confluire in un silenzio dimesso. “Potestates Apocalypsis” può essere visto come un disco di una semplicità disarmante, ma pochi come gli Abruptum riescono a dare una forma, per quanto orribile e sgraziata, a dei mali mai scomparsi che tutti vorrebbero tacere.

Voto recensore
7
Etichetta: Regain / Masterpiece

Anno: 2011

Tracklist:

01.Pestilencia (12:30)

02.Bellum (10:28)

03.Fames (11:57)

04.Mort (11:57)


Sito Web: www.myspace.com/officialabruptum

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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