Posthum – Recensione: Like Wildfire

Una copertina che riunisce numerose sfumature di rosso è già di per sè indice di come il black metal proposto dai Posthum non sia convenzionale. Attivo da una quindicina d’anni, il four-piece norvegese ha saputo coniugare al meglio il sound intransigente dei nineties all’età adulta del genere, con uno stile forse non vario o sofisticato ma assolutamente personale. All’ascolto vengono in mente alcuni connazionali come i Khold e i Tulus, ma anche i Sarke e perchè no, i Satyricon, gente insomma che ha saputo svecchiare il black senza privarlo di quella romantica (in senso letterario) aura diabolica.

E nell’anno 2019, un disco come “Like Wildfire” (il quarto, per i nostri Posthum) funziona benissimo, pur vivendo principalmente di atmosfere, quelle epiche, suggestive e glaciali che, se proposte con intelligenza, riescono ancora a dire (e a dare) davvero tanto. Non a caso il platter inizia con un brano come “The Ravens Are Flying Low”, un pezzo old school pure un poco narrow minded se vogliamo, ma con una melodia guida malinconica e profonda e leggere soluzioni hardcore nei ritmi ossessivi e quadrati che lo rendono ancora più impetuoso e d’effetto.

Notiamo come la band proponga numerose variazioni ritmiche alternando i tempi medi alle accelerazioni in ogni singolo pezzo. Ecco dunque che “Knight And Death” parte spigolosa ma lenta per poi aumentare il ritmo, spezzandosi su di un break centrale atmosferico e disperdersi sul finale in una inquietante e funerea base ambient.

Il singolo “Lonewolf Unknown” è forse il brano più “sicuro”, un old school epico e collaudato scelto infatti come singolo, ma già nella successiva “Unicorn Slaughterhouse”, l’ensemble torna a stupire mischiando alla crudezza del black delle note di pianoforte lacrimevoli che nella seconda parte del pezzo si prodigano in tonalità quasi “positive” e avulse al contesto, eppure efficaci. Chiude l’album “The Star Extinguisher”,  strumentale in odore di avanguardia, con ariose tastiere in un panorama siderale ed evocativo.

I Posthum adattano il black metal al contesto odierno con personalità e buone idee. “Like Wildfire” è un album passionale e fortemente emotivo.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Ravens Are Flying Low 02. Knight And Death 03. Like Wildfire 04. Defenders Of Purity 05. Lonewolf Unknown 06. Unicorn Slaughterhouse 07. The Star Extinguisher
Sito Web: https://www.facebook.com/posthumofficial/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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