Benea Reach – Recensione: Possession

Un album imprevedibile, progressivo, cangiante, che si rinnova ad ogni traccia e che conquista per dinamicità ed atmosfere elaborate, melodie sognanti e screaming vocals che graffiano l’anima, tutto ciò e molto altro ancora concorre ad irrorare le vene pulsanti del terzo album dei norvegesi Benea Reach.

Tra le influenze del sestetto si evidenziano tracce di Meshuggah, Djent metal in generale, The Dillinger Escape Plan, Tool, Mastodon e molto altro, un calderone di elementi che contribuiscono a plasmare un sound, seppur non unico nel suo genere, comunque in grado di essere riconoscibile, intenso e foriero di forti emozioni.

L’uscita di “Possession” è stata anticipata del primo singolo e video della traccia “The Mountain”, un brano che inserito nel contesto dell’intero full length si impone come una delle tracce più esemplificative del loro sound: è dotata di tutti gli ingredienti tipici del combo, spaziando dal Metal Progressivo ed articolato a melodie orecchiabili, passando per breakdown e ritmiche tipiche del Djent Metal; tra le altre occorre menzionare “Desolate”, molto catchy grazie a riff azzeccati e voce femminile di contorno che crea il giusto contrasto con linee vocali ruvide ed a tratti clean; “Crown” con i suoi tempi incalzanti e pestati, in cui emerge l’ottimo lavoro svolto al synth da parte di Thomas Wang, sempre preciso ed opportuno, a confermare lo spirito progressive della band; “Fallen” che alterna al suono granitico delle chitarre di Martin Sivertsen e Andreas Berglihn un accenno di archi che si risolve in un’ariosa apertura che conclude il brano;  “Constellation” già dal nome suggerisce l’immagine di uno sguardo rivolto al cielo, suggellato poi da un incipit costituito da chitarra acustica e synth che sfociano in un crescendo avvolgente; infine la conclusiva “Aura” conclude con le sue atmosfere un viaggio che sembra attraversare idealmente le lande nevose della Norvegia, glaciali ma allo stesso tempo poetiche.

Sicuramente “Possession” non è un album adatto a chi si aspetta tracce tirate dalla prima all’ultima nota o che siano di facile assimilazione, occorrono infatti diversi ascolti per assaporare degnamente le sfumature che fondano il quadro generale del sound targato Benea Reach; bisogna essere open minded ed amanti di sonorità ricercate per dare a queste undici tracce il giusto valore.

Voto recensore
8
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Woodland
02. The Mountain
03. Desolate
04. Nocturnal
05. Crown
06. Empire
07. Shedding Skin
08. Fallen
09. Constellation
10. The Dark
11. Aura


Sito Web: http://www.beneareach.com/

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