Possessed – Recensione: Revelations Of Oblivion

Una piacevole sorpresa per il mondo death metal è stato l’annuncio del ritorno alla discografia dei californiani Possessed dopo trentatré anni dalla pubblicazione del loro ultimo full length “Beyond The Gates”. Il leggendario gruppo americano è considerato il fondatore di questo genere ed il loro album di debutto “Seven Churches” del 1985 è stato definito come la fonte di ispirazione per grandi rappresentanti della categoria come il compianto Chuck Schuldiner, i Vader, Sepultura ed Amon Amarth. I Possessed hanno dato un carattere più pesante, più aggressivo al suono thrash metal delle band di quel periodo, come i Kreator, e sono stati i primi ad usare i growled vocals. In questo modo è nato il death metal di stile primitivo, finché sono stati aggiunti elementi più tecnici, soprattutto negli anni novanta. Dopo tante disgrazie, modifiche alla line-up e periodi di inattività, lo storico gruppo è di nuovo qui. Jeff Becerra ha costruito una nuova squadra e tutti insieme hanno dato vita al nuovo “Revelations Of Oblivion”.
Il tentativo di presentare nuovo materiale dopo così tanto tempo è certamente rischioso, ma anche ammirevole, dato i moltissimi cambiamenti avvenuti ella scena musicale. Il disco inizia con la breve instrumental “Chant Of Oblivion”, in una pura atmosfera da soundtrack di un film horror, seguito da “No More Room In Hell”, con una cascata di riffs di chitarra velocissimi ed assoli impressionanti della coppia Daniel Gonzales / Claudeous Creamer, accompagnata da un incredibile prestazione di Becerra. “Dominion” prosegue allo stesso modo, con una variazione al cantato non tanto presente nel resto dell’album, ossia l’utilizzo di toni più bassi, soprattutto nei verse del brano.

“Damned” è stilisticamente identica alle precedenti e ci porta a “Demon”, che ha invece una prevalenza delle mid tempo sections. Il pezzo highlight dell’album è indubbiamente “Abandon”, con un assolo adrenalinico da oscar e l’interpretazione molto espressiva dei testi da parte di Becerra. “Shadowcult” si muove agli stessi ritmi del brano precedente, seguito da “Omen”, che invece ha uno stile più groove. In questo modo l’ascoltatore riesce a riprendere il fiato prima della sezione finale del disco. Quest’ultima rispecchia la sua parte iniziale, con “Ritual”, “Word” e “Graven”, tre canzoni ad altissima velocità. “Temple Of Samael”, una breve instrumental con chitarra acustica, porta a termine questo insieme di inni blasfemi, ma spettacolari creati dai Possessed. Altro aspetto da sottolineare è che il contributo della batteria e del basso alla qualità del disco è più che evidente. Indubbiamente il frontman californiano ha scelto gli uomini giusti per questo ritorno celebrativo della band. La solidità del suono, la perfetta performance dei musicisti e le composizioni sono i punti forti di “Revelations Of Oblivion”. Dall’altra parte ci sarebbe da discutere sul fatto che un favoloso death metal growler come Becerra mantenga la stessa tonalità in tutto l’album con pochissime variazioni, le quali avrebbero potuto contribuire in maniera decisiva alla dinamica delle canzoni, che invece risultano fin troppo simili tra loro. Nonostante tutto “Revelations Of oblivion” è un ritorno trionfale alla discografia dei Possessed, con una nuova compatta line-up che accompagna Jeff Becerra al meglio. Una nomination speciale merita l’artista polacco Zbigniew Bielak per la perfetta rappresentazione degli argomenti del disco in copertina. Buon ascolto.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 01. Chant Of Oblivion 02. No More Room in Hell 03. Dominion 04. Damned 05. Demon 06. Abandon 07. Shadowcult 08. Omen 09. Ritual 10. Word 11. Graven 12. Temple Of Samael

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