Deeds Of Flesh – Recensione: Portals To Canaan

Finalmente dopo una lunga attesa possiamo ascoltare “Portals To Canaan”, l’ultima fatica dei californiani Deeds Of Flesh. A cinque anni di distanza da “Of What’s To Come”, lo storico gruppo americano arriva nel nostro stereo con nove tracce tra cui una cover dei Gorguts a chiudere il set. Oramai approdati a tematiche cyber/spaziali/sci-fi, nuovo cruccio di molte band nell’ultimo periodo, il quartetto che vede tra le sue file due nuovi elementi, ossia Craig Peters e Ivan Munguia, non fa altro che confermare la strada intrapresa con il penultimo album.  Anche se ogni uscita targata Deeds Of Flesh è sempre un po’ diversa dalle altre, nella volontà presumibile di creare volta per volta un pezzo “unico”, non si può notare una svolta intrapresa da Of What’s To Come. Rimane l’impronta riconoscibilissima del loro riffing, epico ed evocativo, cosa che non li hai abbandonati, i momenti solistici ed una certa elaborazione strumentale, qui però abbiamo evoluzioni tecniche in generale meno estreme, un leggero impoverimento delle finiture, ma il tutto risulto più diretto e meno manieristico, forse più in linea con la filosofia delle uscite più vecchie. Stiamo comunque parlando di poca cosa, di piccoli cambiamenti, Portals To Canaan rimane un cd tecnico e brutale che non lascerà delusi i fan. Ritroviamo più volte come nel caso di “Entranced In Decades Of Psychedelic Sleep” l’uso di sample industrial/elettronici, cosa che potrebbe richiamare una band come gli Wormed. In “Rise Of The Virvum Juggernaut”, canzone che oramai circolava da un po’ sul web, chicca è la presenza di un parlato tratto da “La Cosa” ad impreziosire una canzone dal già grande impatto. Scorrendo le tracce troviamo un piccolo episodio spazial strumentale “Caelum Hirundines Terra  The Sky Swallows The Earth”, ma l’episodio che più colpisce è quello che il titolo all’album “Portals To Canaan”. Un cd nel quale non troviamo né alti né bassi, coerente e solido, contornato sia da mini che da soli più lunghi, dove i primi sembrano a volte degli accessori inutile nell’economia della composizione, e dove le melodie vengono quasi costantemente inseguite nell’intento di creare quell’atmosfera mitica che caratterizza molte delle loro creazioni. Sicuramente un cd che accontenta sia chi ha più attitudine ad un metal estremo ma melodico sia chi invece ama la violenza e la brutalità.

Voto recensore
8
Etichetta: Unique Leader

Anno: 2013

Tracklist:

01.Amidst The Ruins
02.Entranced In Decades Of Psychedelic Sleep
03.Rise Of The Virvum Juggernaut
04.Celestial Serpents
05.Caelum Hirundines Terra/The Sky Swallows The Earth
06.Xeno-Virus
07.Hollow Human Husks
08.Portals To Canaan
09.Orphans Of Sickness (Gorguts cover)


Sito Web: www.facebook.com/DeedsofFleshOfficial?fref=ts

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