Port Noir – Recensione: Any Way The Wind Carries

Dopo il CD “Puls” del 2013 e l’EP “Neon” del 2015 (quest’ultimo pubblicato da Century Media Records -come l’opera attuale- ma insieme alla Razzia Notes, etichetta di Anders Fridén) giungono alla seconda prova sulla lunga distanza i Port Noir, terzetto composto da Andreas Wiberg (batteria), Love Andersson (voce e chitarra) e Andreas Hollstrand (chitarra e cori) e fautore di un rock progressive e pomposo quanto basta, intriso di emozionalità e atmosfere anni ’80 in bilico fra new wave e synth-pop (non troppo pop, in fin dei conti).

Una progressione suadente viene subito proposta nella title-track e non può che catalizzare subito l’attenzione la voce particolare e molto suggestiva (ricorda qualcosa degli Agent Fresco),così come gli inserti di synth che fanno da vero contrappunto alle melodie proposte dai Port Noir specialmente nei break strumentali (vedi “Onyx”): echi dei Muse, uniti a una sensibilità anni ottanta senza dimenticare momenti più bruschi figli di certo stoner più malleabile (la già citata title-track con il suo assolo che sconfina addirittura nel metal vero e proprio).

“Vous Et Nous” e “Beyond The Pale” possono contare su una ritmica degna di nota che riesce ad infondere ai brani una profondità diversa e più marziale, da un certo punto di vista, anche se probabilmente le idee migliori si vedono in “Diamond”,dove a farla da padrone sono i synth, e nelle azzecatissima “The Sleep”, che probabilmente incontrerà il benestare del pubblico più metal; in chiusura troviamo due tracce la cui prima, “Come What May” rimarca nuovamente la sezione ritmica, mentre la conclusiva “The Oak Crown” fa respirare atmosfere più rarefatte e sognanti.

I Port Noir, con questo “Any Way The Wind Carries”, si rivelano buoni compositori e altrettanto buoni strumentisti ma, sulla lunga distanza peccano un po’ di presunzione senza riuscire a trovare un guizzo che riesca a far fare all’ascoltatore il celebre balzo dalla sedia (alcuni schemi ripetuti e la voce un po’ troppo arzigogolata non contribuiscono di certo ad accattivarsi le simpatie del grande pubblico), riuscendo comunque ad intrattenere in maniera discreta e ponendo ottime basi per il futuro.

Port Noir -Any Way The Wind Carries

Voto recensore
6,5
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Any Way The Wind Carries 02. Earth 03. Vous Et Nous 04. Black From The Ink 05. Onyx 06. Diamond 07. Beyond The Pale 08. Fur, Rye 09. Exile 10. The Sleep 11. Come What May 12. The Oak Crown
Sito Web: http://www.portnoir.com

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