Pop Evil – Recensione: Pop Evil

A tre anni di distanza dall’ultimo album “Up”, i Pop Evil tornano alla carica con una nuova batterista (Hayley Cramer) e un nuovo album, omonimo, che continua ad accompagnare la band sulla strada dell’alternative rock più in voga oltreoceano.
“Pop Evil” sfoggia elementi che ricordano a tratti band di sicuro successo commerciale quali, ad esempio, gli Imagine Dragons, e allo stesso tempo unisce stili e ritmi variegati, che spaziano da pezzi più heavy e taglienti ad altri più rilassati, fino ad arrivare su lidi di stampo decisamente pop.

“Waking The Lions” apre il disco con una bella scarica di adrenalina e lascia da subito un’impronta decisa sull’ascoltatore, unendo atmosfere rock ad una melodia sicuramente catchy.
“Colors Bleed” introduce un nuovo lato dei Pop Evil, colorato di sfumature rap e da un muro di suoni che ricorda certi toni metalcore degli ultimi anni, ma non rappresenta la prova più riuscita dell’album.
“Ex Machina” esordisce con una certa dose di cattiveria per poi sfumare in un altro dei ritornelli accattivanti che caratterizzano questo disco e che ne tracciano la direzione più interessante.
Con “Nothing But Thieves”, i Pop Evil centrano una bella prova che, in circa 6 minuti di musica, si muove attraverso vari mondi, tutti ugualmente rappresentativi del gruppo e con il loro giusto posizionamento nella produzione musicale della band. L’ispirazione più heavy di alcuni brani precedenti viene un po’ meno, ma resta intatta la voglia di rock, per quanto nella sua declinazione più moderna e, passateci il termine, “commerciale”.
Da qui, “Pop Evil” perde un po’ di mordente, non riuscendo a mantenere del tutto viva l’attenzione, se non per l’accattivante “When We Were Young”, davvero vicina ad alcuni brani degli Imagine Dragons e valorizzata da un ritornello che esprime al meglio la vocalità interessante del cantante Leigh Kakaty.

Tirando le somme, i Pop Evil riescono a confezionare un disco piacevole per gli amanti del genere (astenersi puristi del rock/metal, inutile dirlo), che si muove su un sentiero di sicuro successo e non osa sferrare colpi di particolare effetto.
Se potessimo, consiglieremmo alla band di orientarsi più decisamente sulla strada disegnata nella prima metà dell’album, un giusto mix tra sana potenza e melodia in cui, ci sembra, i Pop Evil riescono trovare la loro dimensione perfetta.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Entertainment One

Anno: 2018

Tracklist: Tracklist - 01."Waking Lions" 02."Colors Bleed" 03."Ex Machina 04."Art of War" 05."Be Legendary" 06."Nothing But Thieves" 07."A Crime to Remember" 08."God's Dam" 09."When We Were Young" 10."Birds of Prey" 11."Rewind"
Sito Web: http://popevil.com/

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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