The Algorithm – Recensione: Polymorphic Code

Il produttore e dj Rémi Gallego è la mente pensante ed il braccio armato che si cela dietro al monicker The Algorithm e “Polymorphic Code” è il suo esordio.

Nel giudicare questo CD siamo sospesi tra un sentimento di sorpresa ma parallelamente quasi ci aspettavamo questo next step per il sottogenere djent, ovvero la commistione con l’elettronica più estrema; un po’ come se Skrillex o i Pendulum incontrassero il metal strumentale più moderno dando origine alle otto tracce contenute in questa nuova uscita per Basick Records.

Ciò che ne scaturisce sono ritmi sincopati e inattesi con loop di sottofondo accompagnati da chitarre ritmiche possenti e l’aiuto dietro al drumkit (almeno in sede live) di Mike Malyan dei Monuments; difficile scegliere una composizione più rappresentativa di altre per delineare il quadro di questo lavoro anche se propenderemmo per l’opener “Handshake” o “Access Granted”.

Finalmente qualcosa di nuovo anche se di difficile approccio per i defenders più inquadrati dato che durante buona parte dell’ascolto di “Polymorphic Code” sembra più di essere ad un rave party piuttosto che al cospetto di un album metal.

Voto recensore
7
Etichetta: Basick

Anno: 2012

Tracklist:

01. Handshake

02. Bouncing Dot

03. Trojans

04. Access Granted

05. Logic Bomb

06. Warp Gate Exploit

07. Null

08. Panic


Sito Web: http://www.facebook.com/TheAlg0r1thm

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login