Hollow Haze – Recensione: Poison In Black

Ho apprezzato sin dagli esordi la purissima anima heavy degli Hollow Haze. La band di Nick Savio, ex White Skull, ha sin qui pubblicato tre album di alto livello artistico – compositivo, nell’ambito del metal classico, con influenze power dal sapore drammatico ed adulto, con un occhio al futuro nelle sonorità ed un altro al passato ed alle radici del metal degli anni ’80. “Poison In Black” è il quarto lavoro per i nostri, che si conferma degno successore del già succulento “En Of A Dark Era”.

Il  nuovo  Hollow Haze segue il canovaccio proposto in passato, perché non c’era affatto bisogno di rivoluzioni in un contesto già vincente. “Poison In Black” poggia su rifferama di rara potenza, sfruttando la voce rabbiosa, ma dannatamente espressiva di Alex Sonato,  che mi ricorda vagamente l’ex Savatage, Zack Stevens, per intensità di interpretazione. “Tears Of Pain” è un’opener tirata e tagliente come un rasoio, sorretta da keys quasi sinfoniche. Ho apprezzato la crescita nella costruzione degli arrangiamenti, che sono dosati con grano salis, efficaci allo scopo di creare atmosfere cupe e carismatiche. E’ il caso della tenebrosa “Hit In time”, che suona Masterplan, ma mantiene quello spirito classicamente metallico e maturo, che ci ha fatto apprezzare i dischi precedenti. Guai ad infilare nel calderone del power sinfonico gli Hollow Haze, perché brani come la lunga “Pray For You” ci conferma quanto i nostri siano lontani anni luce dalle atmosfere happy del metal teutonico e dalla scuola orchestrale italiana degli ultimi tempi. Che “Poison In Black” sia un disco legato al passato, lo dimostrano “Voodoo Rites”, con il suo guitar work settantiano ed il suo chorus maideniano e la cover dei mitici Black Sabbath di “Headless Cross”, una chicca posta in coda, quasi a chiudere idealmente il cerchio musicale insisto nel cd.

Gli Hollow Haze aggiungono un ulteriore tassello alla propria discografia, che, album dopo album, li sta certificando tra le band più in forma del panorama metal italiano. Con le basi priestiane, le divagazioni sinfoniche, le sfuriate e le accelerazioni power e ritornelli incisivi, ma mai scontati, “Poison In Black” si piazza senza alcun dubbio tra le uscite più interessanti di questo 2012 ed è destinato, per la sua sapiente rilettura dell’hard ‘n heavy, ad accontentare i vecchi metallers ma anche i nuovi defenders.

Voto recensore
8
Etichetta: Bakerteam Records / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01.  Rise Above

02. Tears Of Pain

03. Never Turn Back

04. Haunting The Sinner

05. Lords Of War

06. Hit In Time

07. Chained

08. Pray For You

09. Remorse

10. Voodoo Rites

11. Snowblind

12. Headless Cross (Black Sabbath Cover)

 


Sito Web: http://www.hollowhaze.com/

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