Poison Headache – Recensione: Poison Headache

Da San Diego arriva il debutto omonimo per il trio dei Poison Headache, band formata da Andy Kukta (voce, chitarra), Phil Sgrosso (voce, chitarra, basso –già membro di As I Lay Dying e Wovenwar) e Kyle Rosa (batteria): undici tracce definite come un incrocio tra gli Entombed di “Wolverine Blues”, i Motorhead di “Ace Of Spades” e i Converge di “Jane Doe”, secondo la press release. In effetti le coordinate stilistiche risultano calzanti a pennello, ben incarnate dalla parte vocale fornita dai due figuri che si alternano dietro al microfono e da un suono malato, malsano e decisamente disturbante al punto giusto per non ambire a scalate di classifiche top ten nazionali.

Una partenza veloce, innescata dalla tirata “Sin Eater” che prevede occasionalmente rallentamenti in cui si riescono ad inserire riff ed atmosfere lugubri per variare e permettere di tirare fiato prima di tornare a capofitto nel vortice di pece bollente creato dai tre musicisti; il supplizio sonico procede con “Pity The Backseat”, una scheggia più elaborata ritmicamente e ad alto potere deflagrante, seguita da “Rot With Me”, pezzo che ricorda molto da vicino il gruppo svedese citato in precedenza anche per quanto riguarda l’uso della voce.

L’eredità genica del gruppo di Jacob Bannon la si può sentire in “Conspirator”, disperata e rabbiosa nel suo laternarsi fra parti più lente e più nevrotiche, segnando quasi nettamente uno spartiacque nella tracklist: la parte successiva dell’album vede influssi più metal, con arpeggi più puliti (“Gray Skies”) che via via degenerano in atmosfere apocalittiche e intro mansuete che sfociano in crescendo di intensità accumulando elettricità come nuvole foriere di temporale (“Benumbed”). “Hail, Colossus” è addirittura un brano in stile NYHC grazie alla struttura che vede chitarra e batteria che si intersecano perfettamente ma è con “Discloser”, il pezzo più lungo del lotto, che si può ascoltare la summa sonora dei Poison Headache sintetizzata in quattro minuti.

Un debutto discreto ma purtroppo derivativo, non in grado di esprimere una personalità decisa e ancora in cerca della propria identità sonora: per il momento rimandati ma di sicuro il potenziale è molto alto per i Poison Headache.

Poison Headache - Poison Headache

Voto recensore
6,5
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2016

Tracklist: 1. Sin Eater 2. Pity The Backseat 3. Rot With Me 4. Conspirator 5. Gray Skies 6. Benumbed 7. Death’s Design 8. Hail, Colossus 9. Never. Again 10. Discloser 11. Forbidden Gates
Sito Web: https://www.facebook.com/PHslays/

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