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Poison Blood – Recensione: Poison Blood

I Poison Blood si affacciano sul mercato discografico e presentano il mini Cd omonimo di esordio. Il two piece americano è una curiosa entità lo-fi che fa propri elementi  black metal, death rock ed elettronici, una sorta di punto di incontro tra Beherit e Rudimentary Peni (cult band britannica), come i nostri vogliono definirsi, ma anche tra Xashtur e Legendary Pink Dots, aggiungiamo noi. E’ lo stesso, purché sia minimal.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Jenks Miller dei psychedelic rockers Horseback (tutti gli strumenti) e Neil Jameson dei blacksters Krieg (voce) che qui inanellano otto tracce oniriche e fumose di pura sperimentazione. Nei 19 minuti di “Poison Blood” sarà complesso trovare una vera e propria forma canzone, se non nella opener “The Scourge And The Gestalt” e nella conclusiva “Circles Of Salt”.

I due brani sono comunque ostici all’orecchio comune, con la loro alternanza di riff ossessivi e monocorde, una sezione ritmica statica e pulsante e lo screaming lacerato di Neil Jameson. Il resto è pura sperimentazione, un ribollire di riff abrasivi (siano i ritmi veloci oppure no) volutamente scarni, uniti a basi di synth oscure e annichilenti. Un’urgenza espressiva ai limiti del punk che si confà alla ricercata natura lo-fi del progetto.

Curioso e interessante come due personalità distinte possano aver creato un simile calderone sonoro, non facile da digerire ma che dopo vari ascolti diventa intrigante e lascia aperte numerose possibilità di crescita e contaminazione. Segnaliamo il prodotto ai palati esigenti e attendiamo eventuali sviluppi dalla “strana coppia” Miller/Jameson.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. The Scourge And The Gestalt 02. Deformed Lights 03. Myths From The Desert 04. A Cracked And Desolate Sky 05. The Flower Of Serpents 06. Shelter Beneath The Sea 07. From The Lash 08. Circles Of Salt
Sito Web: https://www.facebook.com/Poison-Blood-115522469047123/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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