Hail Spirit Noir – Recensione: Pneuma

“Pneuma” (gr. πνεύμα): respiro, soffio vitale, spirito. Un termine molto adatto a intitolare il debutto dei greci Hail Spirit Noir, duo avantgarde/prog black composto da Theoharis (voce e chitarre) e Haris (synths), in forze anche ai Transcending bizarre e Rex Mundi, coadiuvati alle pelli dal session-man Ioannis Giahoudis.

L’impasto sonoro proposto dal gruppo ellenico è molto particolare e ricco di sfaccettature, come un caleidoscopio nel quale si succedono diverse immagini e atmosfere, accomunate da un filo rosso psichedelico e insieme orrorifico, come suggerisce l’inquietante artwork animistico del pittore americano Jesse Peper, e conferma sin da subito l’opener lovecraftiana “Mountain of Horror”.

Ma ognuna delle sei composizioni qui proposte in realtà fa storia a se, caratterizzandosi in modo esclusivo, attraverso un libero processo di sperimentazione e composizione, tale per cui azzardare una definizione come psychedelic-prog black è alla fine la più aderente al vero.

Davvero convincente l’atmosfera da film espressionista tedesco convogliata, in primis, dalle tastiere, che arricchiscono di tonalità vintage una base concretamente black assimilabile, per certi versi alla trasversalità genetica di Arcturus e Virus.

Altro punto di contatto con la frangia più sperimentale e free del black metal moderno è anche il versante lirico, in questo caso pieno di allegorie, metafore e riferimenti a un vasto mondo culturale, che va da Murnau a Strindberg, dal già citato Lovecraft al compositore Manos Hadjidakis (a cui è dedicato l’album).

Anche a livello vocale l’interpretazione di Theoharis è eterogenea quanto efficace, passando dal suadente cantato melodico dell’incipit di “Let Your Devil Come Inside” allo scream di “Against The Curse, We Dream”, per poi tornare con non calanche a cupi toni puliti nella seguente pseudo-ballad “When All Is Black”. Da citare anche l’imponente “Into The Gates Of Time”, che regala quasi un quarto d’ora di ossianici e nebulosi viaggi mentali, ancora una volta dominati dalle anomale melodie che si intersecano e susseguono sul piano ritmico.

La non convenzionalità degli Hail Spirit Noir coinvolge anche il versante produttivo (Dim Douvras e Jens Bogren), che ha lavorato insieme alla band su apparecchiature analog, valvolari e comunque retrò, per assicurare un amalgama finale di elevata consistenza e densità.

Non capita tutti i giorni di ascoltare un debutto così valido, ricco e ben concepito, nel quale i numerosi elementi di cui è composto concorrono a formare un quadro d’insieme intenso, stratificato, ma anche immediato e dannatamente coinvolgente.

L’ascolto di “Pneuma” è infatti una delle esperienze più fresche ed avvincenti attualmente rintracciabili in ambienti black, che conferma l’assoluta vitalità della scena ellenica (si pensi agli Aenaon, ad esempio) ma soprattutto regala una nuova realtà artistica di pregio, sul cui futuro puntiamo col massimo entusiasmo.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Code666 Records

Anno: 2012

Tracklist:

1. Mountain of Horror
2. Let Your Devil Come Inside
3. Against The Curse, We Dream
4. When All Is Black
5. Into The Gates Of Time
6. Xaire Pneuma Skoteino


Sito Web: http://www.myspace.com/hailspiritnoir

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