Theatres Des Vampires – Recensione: Pleasure And Pain

‘Pleasure And Pain’ è il settimo studio album per i romani Theatres Des Vampires, il primo che vede la line-up orfana del singer Alexander (che abbiamo ascoltato di recente con il suo progetto Lord Vampyr) e con le vocals affidate in toto all’avvenente fron-girl Sonya Scarlet.

Ciò che subito si nota è un allontanamento ormai totale dal black metal delle passate release a favore di un gothic moderno e romantico.

Il disco (sul quale segnaliamo la presenza di diversi ospiti, tra cui Flegias dei Necrodeath e Bruno Kramm dei Das Ich, che si è occupato di remixare l’opener ‘Pleasure And Pain’) è senz’altro ottimo da un punto di vista tecnico, Sonya si rivela inoltre una vocalist versatile e dotata di un timbro molto personale (che passa con disinvoltura dalle tonalità soffuse e lamentose a quelle più operistiche), ma il sound della band, forse a causa della recente separazione da Alexander, sembra essere ancora in cerca della sua identità definitiva.

Alcuni brani, tra cui la già citata ‘Pleasure And Pain’, ‘Solitude’, o ‘Let Me Die’, sono molto catchy e subito assimilabili dall’ascoltatore, qui Sonya si esprime con tonalità molto sensuali, i refrain sono romantici e “gigioni” quanto basta. Delle song insomma, che si distinguono per la loro immediata fruibilità. E qui sorge spontaneo un dubbio: cosa vogliono fare i nostri vampiri? Ammiccare a chi ascolta le sonorità più easy del metallo oppure creare qualcosa di più personale?

Accanto a queste tracce infatti, ve ne sono altre ove il sound dei Theatres Des Vampires si fa più complesso e sfaccettato, tra cui la più veloce e “blacky” ‘Forever In Death’ (con tanto di riferimenti ad act “noir” quali Goblin, Death SS e Black Widow) o ancora ‘Rosa Mistero’, traccia ricca di pathos con una parte cantata in italiano che sembra ricalcare le atmosfere gotiche de ‘L’Arcano Incantatore’.

Ed è qui il problema del disco, un non ben precisato posizionamento tra sonorità romantiche e decadenti ed altre più oscure e complicate, che tuttavia non sempre riescono ad amalgamarsi a dovere, dando luogo ad episodi piuttosto trascurabili come ‘Never Again’ o ‘Reason And Sense’, entrambe noiose e prive di momenti esplosivi.

Un lavoro comunque più che discreto nel suo complesso e che certamente non deluderà gli appassionati di gothic metal. Nel frattempo aspettiamo e vediamo cose decideranno di fare i Theatres Des Vampires, se abbracciare le sonorità “mainstream” oppure volgersi verso uno stile più complesso e personale.

Voto recensore
6
Etichetta: Dreamcell11 / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01.Pleasure And Pain
02.Never Again
03.Rosa Mistero
04.Solitude
05.My Lullaby
06.Forever In Death
07.Let Me Die
08.Black Mirror
09.Reason And Sense
10.Mater Tenebrarum (Bonus Track)
11.Pleasure And Pain (Remix By B.Kramm – Das Ich – Bonus Track)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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