Godyva – Recensione: Planetarium

A quanto pare i baresi Godyva hanno trovato una formula che funziona molto bene e come è giusto che sia, non la lasciano più. Se da un lato questo può compromettere le possibilità evolutive (sebbene in termini di sperimentazione il gothic metal non abbia compiuto passi da gigante negli ultimi anni), dall’altro l’ensemble pugliese sforna un disco veramente molto buono che li conferma tra i migliori esponenti del genere entro i nostri confini.

Forti di una recente collaborazione con i veterani Necrodeath, i Godyva ribadiscono con “Planetarium” le idee sviluppate nel precedente “In Good And Evil”, ossia una dedizione a tracce sostenute ma al tempo stesso irrorate da una dose continua di melodia, ora attraverso pastiche sinfonici, ora tramite il ricorso alle sfumature di elettronica. Senza mai apparire troppo plastificato ma nemmeno ostico, “Planetarium” offre canzoni che si ascoltano con piacere, a cominciare dalla trascinante opener “The Ark”, intrigante tanto nel refrain quanto nei ritmi enfatici e di presa, nella moderna “Mary In Blood” come nella sostenuta “God Is Fallen”, episodio graffiante e dal marcato accento heavy con tanto di growling vocals ad accompagnare Lady Godyva.

La front woman mostra come di consueto delle valide capacità interpretative, offrendo anche dei cammei con lo stile soprano. Emergono spesso echi dei Lacuna Coil del periodo mediano, a cavallo cioè tra immediatezza e ricerca sonora, ma pur saldo ai canoni del genere “Planetarium” stazionerà a lungo tra i vostri ascolti tanto è scorrevole e ben eseguito.

Voto recensore
7
Etichetta: Razar Ice / Masterpiece

Anno: 2008

Tracklist: 01.W.A.I.H.T.L.I.H.
02.The Ark
03.Innocent
04.Mary In Blood
05.Deep Inside
06.Planetarium
07.My Inner
08.Black Door
09.On The Floor Of Ice
10.No Fault
11.God Is Fallen
12.H.I.L.T.H.I.A.W.
13.Innocent (Acoustic Version – Bonus Track)

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