Callenish Circle – Recensione: [Pitch.Black.Effects]

Il ritorno degli olandesi Callenish Circle è all’insegna di un thrash melodico maturo e sorprendente, dove la band “orange” sviluppa ulteriormente la ricerca sonora che ne contraddistingue lo stile espressivo.

‘[Pitch.Black.Effects]’ è un album vario e dinamico in cui la facciata più estrema della band è smussata da aperture melodiche malinconiche e riflessive e da contaminazioni con elementi derivati da panorami musicali distanti dalla musica metal a tutto tondo.

Ma non temete, il thrash/death degli esordi è sempre presente, e quando gli olandesi decidono di pestare non fanno prigionieri, basti ascoltare la soffocante ‘Sweet Cyanide’ (dai riff compatti e staccati) o la velocissima ‘Guess Again’, un muro sonoro che non lascia scampo.

Eppure il meglio di ‘[Pitch.Black.Effects]’ arriva proprio dagli episodi più sperimentali, dove i nostri mostrano di saper combinare al meglio differenti sfaccettature. Ascoltando un brano come ‘Ignorant’, si può rimanere ipnotizzati da una ossessiva musica techno che funge da introduzione per poi lasciarsi cullare da tappeti di riff vellutati e dal forte gusto progressivo.

In questo senso risultano ottime anche ‘Schwarzes Licht’, ove il thrash si mescola ancora all’elettronica e le repentine accelerazioni si stemperano contro parti drammatiche scandite dalla voce pulita, e ‘Self-Inflicted’, un altro episodio intenso capace di catturare fin dal primo ascolto. Un ottimo disco consigliato a chi è in cerca di un sound che miscela sapientemente (e senza forzature) la modernità alla tradizione.

Voto recensore
7
Etichetta: Metalblade / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01.This Day You Regret
02.Ignorant
03.Behind Lines
04.Schwarzes Licht
05.Sweet Cyanide
06.Blind
07.Guess Again
08.Self-Inflicted
09.As You Speak
10.Pitch Black


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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