Bang Tango – Recensione: Pistol Whipped In The Bible Belt

A volte ritornano, nome di un celebre horror film ma anche motto che accompagna gran parte delle band figlie bastarde degli ultimi anni ’80, spesso spazzate via sul nascere dall’ondata grunge. I Bang Tango appartengono di diritto a questa categoria, autori tra l’89 e il ’94 di tre album spesso inseriti a torto nel filone glam/hair capitanato da Motley Crue, Poison e imitatori vari, ma in realtà caratterizzati da un songwriting decisamente più cupo e sporco, seppur di derivazione hard rock.

Come già accaduto in più di un caso, Joe Lesté, voce storica della band, dopo l’anno 2000 ha riformato la band o sarebbe meglio dire ha rispolverato il monicker, dal momento che resta l’unico superstite delle line up storiche. Poco male considerando i risultati più che soddisfacenti espressi con la tripletta di album iniziata nel 2004 con “Ready To Go”, proseguita con “From The Hip” nel 2006 e ora momentaneamente chiusa con questo “Pistol Whipped in The Bible Belt”, album che riprende esattamente dove si chiudeva il suo predecessore.

Pubblicato solo ora in Europa, ma rilasciato nel 2011 negli States, l’album si apre con “Dick in the System” e  “Suck It Up” con un hard rock moderno di stampo americano, bello arrogante e straight in your face, figlioccio della scena southern, per poi lasciare spazio all’anima più sleazy e rock’n’roll in “Our Way” e “Bring On The World”. “Pistol Whipped..” si alterna agilmente tra questi due fronti, lasciando prevalere la spensieratezza del rock’n’roll negli ultimi pezzi. Ovviamente è la voce di Lesté il lietimotiv dell’album: sporca, ruvida e roca, ma al contempo decisamente espressiva. Lascia un po’ perplessi “Have You Seen Her”, brano che si apre come una ballad ma che si muove in bilico tra tributo e plagio della versione di “Knockin on Heaven’s Door” dei Guns n’Roses, band che viene omaggiata a più riprese durante l’album. La tripletta finale vira decisamente verso territori più easy, non prima però di aver esplorato le terre più rarefatte “I Like It”, frutto di un tributo neanche troppo velato ai The Cult.

Nel complesso “Pistol Whipped In The Bible Belt” è un album che nella sua facilità colpisce efficacemente, con una mezz’ora abbondante di hard rock sano, stradaiolo, alcolico e accessibile quanto basta, con un suono che generalmente si può accostare agli ultimi Motley Crue di “Saint of Los Angeles”, in bilico tra old school e produzioni moderne. Non rimarrà negli annali della scena losangelina, ma i Bang Tango, con questa nuova fatica, dimostrano uno stato di forma e un energia irraggiungibili da gran parte della nuova scena hard rock.

 

Voto recensore
7
Etichetta: 78 Productions

Anno: 2012

Tracklist:

01. Dick in the System
02. Suck It Up
03. Our Way
04. Bring on the World
05. Have You Seen Her
06. Live Life
07. I Like It
08. Boom Box Séance
09. Drivin
10. Pistol Whipped in the Bible Belt


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Bang-Tango-Verified-Page/155961267779979?sk=wall

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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