Kino – Recensione: Picture

Immaginate di trovarvi seduti su una delle poltroncine rosse raffigurate in copertina ed assistere all’inizio di un film: le sensazioni che proverete durante l’ascolto di ‘Picture’ saranno molteplici proprio come un susseguirsi di scene apparentemente differenti tra loro ma che vanno in realtà a comporre un unico puzzle. Già perché i Kino (“cinema” in tedesco appunto) nonostante siano solo un side project comprendente quattro noti musicisti della scena prog rock europea (non esageriamo in questa sede con i cenni biografici), centrano ampiamente l’obiettivo che sta alla base di questa “unione”: fare musica senza freni inibitori, senza andare ad incastrarsi in un precisa fetta del mercato discografico ed anzi componendo in totale libertà d’espressione. Ecco che allora alcuni pezzi vanno ad utilizzare come punto di partenza gli ultimi Porcupine Tree più chitarristici (‘Losers Day Parade’ e ‘People’) facendoli interagire con una proposta più sbilanciata verso il neo prog romantico (dettata dalle tastiere mai invasive di John Beck degli It Bites) e l’art rock (vedi il bridge centrale alla Kansas/Queen). Le coordinate generali del CD si muovono quindi fondamentalmente intorno ad un pop rock dalle venature prog date soprattutto dalle partiture vocali (spesso multiple alla Yes come in ‘All You See’) e tastieristiche (‘Letting Go’) approdando ad un rock “colto” non troppo dissimile agli ultimi Anyone’s Daughter e Spock’s Beard. La Inside Out, orfana ormai dei Transatlantic, voleva probabilmente realizzare un supergruppo similare chiedendo a John Mitchell (Arena) di far partire il progetto da coordinate simili ai suoi The Urbane, con ampi strascichi di sonorità anni ’80 (‘Leave A Light On’) anche se palesemente commerciali (‘Swimming In Women’ cantata da Beck e ‘Room For Two’) soprattutto per ciò che riguarda le hooklines (Supertramp??). Mitchell si rivela di par suo un ottimo interprete anche dietro il microfono e piazza solos sempre ricchi di pathos mentre la sezione ritmica (Trewavas/Maitland) sembra non svolgere compiti particolarmente arditi ma esegue le proprie partiture con una classe innata (il finale di ‘Holding On’). ‘Picture’ è in definitiva quello che definiremmo un album “raffinato”, che piacerà a coloro che amano “la melodia prima di tutto” ma che fa emergere dopo ripetuti ascolti un substrato compositivo notevole e dal fascino più profondo di quanto si possa percepire superficialmente. Ottima new entry! KINO – Intervista a John Mitchell

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Losers Day Parade
02. Letting Go
03. Leave A Light On
04. Swimming In Women
05. People
06. All You See
07. Perfect Tense
08. Room For Two
09. Holding On
10. Picture

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login