Phil Campbell And The Bastard Sons – Recensione: We’re The Bastards

Questa pandemia ha messo a dura prova non solo la vita di tutti noi, ma anche quella dell’industria discografica e più da vicino la vita di tutti i musicisti e gli addetti allo spettacolo, che si ritrovano a vivere una immobilità forzata dai live che purtroppo non ha ancora una risoluzione in tempi certi. Quindi non c’è da stupirsi riguardo la prolificità di molti artisti che per forza maggiore hanno deciso di concentrarsi sull’uscita di nuovi album e di dare sfogo a tutta la loro creatività.

E’ anche il caso di Phil Campbell And The Bastard Sons, qui alle prese con il nuovo “We’re The Bastards”, seguito del primo valido full-length “The Age Of Absurdity”. La band capitanata da Phil Campbell e che vede in formazione tre dei suoi figli, Todd Campbell alla chitarra, Tyla Campbell al basso, Dane Campbell alla batteria e dal valido Neil Starr alla voce, ha dato vita ad un lavoro dal grande impatto e dall’enorme carica energetica, ideato proprio per essere eseguito live e che è la degna continuazione del predecessore.

Non ci sono tempi morti nei tredici brani proposti e sin dall’opener “We’re The Bastards” la giusta dose di irruenza viene garantita, così come l’adrenalina che scorre a fiumi nella incalzante “Son Of A Gun”, caratterizzata da un micidiale assolo di chitarra nella parte centrale del brano. La groovy “Promises Are Poison” e “Born To Roam” si meritano tutta la nostra attenzione essendo dei puri esempi di semplice rock’n’roll made in USA che si stampano in testa dall’inizio e che inevitabilmente finiamo subito per canticchiare, tanto quanto “Animals”, brano diretto e senza fronzoli che ha forti rimandi Motorheadiani e dal ritmo serratissimo, e per questo non possiamo fare altro che amarlo.

Altro pezzo vincente è la stoner-oriented “Desert Song” dove il gruppo non ha paura di sperimentare e di allontanarsi dalla propria comfort-zone, a cui segue il mid-tempo “Keep Your Jacket On”, esempio  stradaiolo e ammiccante di rock’n’roll senza tempo, mentre “Lie To Me” è la composizione dal sound più modernista di questo dischetto e che si avvicina al post-grunge di band come i Bush, però con un’iniezione di cattiveria in più. Si procede a gran velocità con la compatta “Riding Straight To Hell” e la dirompente “Hate Machine”, mentre la terremotante e velocissima “Destroyed” ammicca al punk che è una meraviglia e ci porta alla conclusiva “Waves” che sancisce la bontà di questo lavoro, un album in grado di eludere tutti i clichè tipici del genere e di mettere in evidenza la capacità della band di sperimentare senza mai fossilizzarsi e allo stesso tempo di risultare credibile.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 01. We’re The Bastards 02. Son Of A Gun 03. Promises Are Poison 04. Born To Roam 05. Animals 06. Bite My Tongue 07. Desert Song 08. Keep Your Jacket On 09. Lie To Me 10. Riding Straight To Hell 11. Hate Machine 12. Destroyed 13. Waves
Sito Web: http://www.philcampbell.net

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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