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Phil Campbell And The Bastard Sons – Recensione: The Age Of Absurdity

Dopo l’omonimo mini album uscito un anno e mezzo fa Phil Campbell And The Bastard Sons tornano sulle scene con il loro primo effettivo full-length intitolato “The Age Of Absurdity” tramite Nuclear Blast Records. Abbiamo avuto modo di vedere il chitarrista gallese e la sua band la scorsa estate a Imola come gruppo spalla dei Guns N’ Roses e di assaporare la loro energia e carica esplosiva. Tutta questa grinta e attitudine la ritroviamo in questo dischetto che contiene undici tracce di diretto e grintoso rock’n roll senza fronzoli. Nella band Campbell è accompagnato da tre dei suoi figli: Todd Campbell alla chitarra, Dane Campbell alla batteria, Tyle Campbell al basso e da Neil Starr alla voce che riesce a giostrarsi bene sia nei brani più aggressivi come “Welcome To Hell” che in quelli dalla forte impronta bluesy come “Dark Days” mostrando la sua indubbia versatilità.

Ringleader” ha il compito di dare fuoco alle polveri con un brano dal grande impatto che cattura subito l’attenzione e che in più di una occasione ricorda l’attitudine dei Motorhead anche se i suoni sono più puliti e meno ruvidi della band di Lemmy, mentre la seguente “Freak Show” è una composizione ruggente che riesce a smussare gli angoli con sapienti riff melodici che si incastrano alla perfezione nella dinamica del pezzo e trasudano il vero e puro spirito dei seventies. Con “Skin And Bones” la band fa vedere il suo lato più heavy e modernista  caratterizzato da suoni più rallentati e dove spicca l’ottima prova vocale del bravo Neil Starr, invece con “Gypsy Kiss” non c’è tempo per pensare, la song è una scheggia impazzita, velocissima e che manda l’adrenalina a mille, uno dei brani più corti dell’album e che sintetizza la vera essenza della band.

Molto riuscite anche la ruvida e conturbante “Step Into The Fire” e ”Get On Your Knees”, un vero e proprio pezzo di dannato rock’n’roll stradaiolo senza tempo a cui è impossibile resistere, mentre “High Rule” ha un andamento più cupo supportato però da micidiali e precisi riff e da una sezione ritmica che non sbaglia un colpo. Il rock classico e bluesy di “Into The Dark” chiude un disco solido e dai contorni stilistici più definiti e che farà la gioia non solo dei fan orfani dei Motorhead, ma di tutti i true rocker che si rispettano.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2018

Tracklist: 01. Ringleader 02. Freak Show 03. Skin And Bones 04. Gypsy Kiss 05. Welcome To Hell 06. Dark Days 07. Dropping The Needle 08. Step Into The Fire 09. Get On Your Knees 10. High Rule 11. Into The Dark
Sito Web: http://www.philcampbell.net/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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