Solitary Experiments – Recensione: Phenomena

A quasi vent’anni dalla propria fondazione, i veterani tedeschi Solitary Experiments tornano sul mercato discografico con “Phenomena”, settimo studio album (escludendo le riedizioni di “Paradox” e “Final Approach”) che conferma tutte le buone qualità dell’ensemble. Il combo mitteleuropeo, pur evolutosi e adeguatosi alle esigenze contemporanee della musica elettronica, ha dalla sua il pregio di combinare con naturalezza un lato disincantato e capace di ottenere consensi tra i fruitori del clubbing alternativo ed uno orientato verso l’introspezione e la ricerca. “Phenomena” si adegua a questi standard, rivelandosi una buona combinazione tra industrial e synthpop, senza mai perdere di vista il momento topico, la melodia che vince, in grado di arrivare alla gente. Ne consegue che il nuovo platter non fa altro che rimettere sul piatto una formula ormai ben rodata e acquisita nel tempo, ma le modalità sono certamente le migliori, perché “Phenomena” non soffre nemmeno di un istante di noia. I brani scorrono piacevoli e lasciano soddisfatti, a partire da una “No Salvation” che poggia su dei beats muscolari e veloci, una canzone epica che dosa parti di melodia alla ruvidità dell’harsh EBM. La prima vera chicca è però “Trial And Error”: semplice, ariosa, dotata di un refrain solare e in grado di colpire all’istante. Ma “Phenomena” non è fatto di sole tentazioni pop (sebbene ci siano altri episodi efficacissimi come “Beg Your Pardon”), a dominare è un senso di malinconia e introspezione, che potremo trovare nella intima “Quicksand”, che a tratti prende spunto dall’EBM dei ’90 o ancora nella magnifica “Stars”, un brano che non stonerebbe in una classifica di singoli, eppure tanto sofferto e sentito da coinvolgere le corde dell’emozione senza sprofondare nella banalità. Il finale, affidato all’altrettanto crepuscolare “Leb Deinen Traum”, consegna una band che non fa altro che svolgere al meglio il proprio mestiere, mostrandosi sempre in grado di accontentare un’ampia fascia di pubblico. Ricordiamo che l’edizione limitata di “Phenomena” conterrà un secondo Cd in cui i nostri si cimentano in numerose cover, oltre a gadgets per collezionisti.

Voto recensore
7
Etichetta: Out Of Line / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Tilting At Windmills
02.  No Salvation
03.  Trial And Error
04.  Epiphany
05.  Quicksand
06.  Beg You Pardon
07.  Game Over
08.  Now Or Never
09.  Beacon Light
10.  Steering Wheel
11.  Stars
12.  Leb Deinen Traum


Sito Web: http://www.solitaryexperiments.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Luca

    La copertina mi ricorda molto quella di “The Second Mechanism” dei Diagonal…il genere un po’ meno!

    Reply

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