Ci risiamo. Un nuovo disco dei Pig Destroyer con cui fare i conti. I grindster della Virginia si ripropongono con tutto il loro fervore nell’intento di schiacciare quante più cose possibili sulla loro strada. Però, questa volta, scelgono di guidare più lentamente, forse per scegliere con maggiore cura i propri bersagli. ‘Phantom Limb’, per certi versi, segna un punto di svolta nella discografia della band. Non più “semplici” attacchi frontali dalla breve durata ma dalla ferocia assoluta, quanto brani più lunghi, costruiti ed elaborati ma comunque intensi e sicuramente di presa assoluta.
Questa versione evoluta dei Pig Destroyer e’ in grado quindi di affiancare l’anima più grind ad una, se vogliamo, più ragionata. Se della prima, la band americana e’ ormai maestra indiscussa in una scena che diviene via via sempre più arida, nella seconda il punto di riferimento diventa il thrash, quello ovviamente più smaccatamente violento, ma comunque il thrash. Come se i Pig Destroyer volessero seguire le orme lasciate dai maestri indiscussi del genere, quei Napalm Death che negli ultimi lavori giocano maggiormente con la melodia e la rilassatezza.
In ogni caso, dopo i Cephalic Carnage, un’altra ottima uscita in campo estremo.











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