The Sins Of Thy Beloved – Recensione: Perpetual Desolation

Avete presente quel tipo di band che, pur non uscendo minimamente dai cliché tipici di un determinato genere, riesce comunque a interpretare la propria musica in maniera intensa e convincente, risultando alla fine assolutamente godibile e, perché no, anche interessante? Ecco: i The Sins Of Thy Beloved, sette ragazzi norvegesi giunti alla seconda uscita discografica, NON sono quel tipo di band! ‘Perpetual Desolation’ è infatti un terrificante e mortalmente noioso discaccio del più scontato gothic metal che possa esistere… e i cliché ci sono proprio tutti, a partire dalla voce angelica che si contrappone a quella malvagia maschile per finire con i classici tastieroni melodrammatici, ma come dicevamo non c’è neanche un minimo di creatività o intensità, nè quella minima scintilla che permetterebbe di rendere questo album, almeno, lontanamente ascoltabile. Invece, sin dall’opener ‘The Flame Of Wrath’ ci si rende conto di quanto sia ridicolmente forzata la prova di questo combo, che vorrebbe creare atmosfere intrise di tensione e dramma che invece risultano essere ridicolmente legnose e forzate. I 62 minuti di musica che compongono questo disco diventano così una lunghissima eternità, e a nulla serve il fatto che il sessionman Pete Johansen riesca a tirare fuori qualche sprazzo interessante dal suo violino folkeggiante. Conclusione affidata a una risibile cover di ‘The Thing That Should Not Be’ dei Metallica, interpretata nel più stereotipato “Cappuccetto Rosso e il Lupo Cattivo style”. Bocciati, irrimediabilmente bocciati.

Voto recensore
3
Etichetta: Napalm/Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: The Flame Of Wrath
Forever
Pandemonium
Partial Insanity
Perpetual Desolation
Nebula Queen
The Mournful Euphony
A Tormented Soul
The Thing That Should Not Be

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