The Poodles – Recensione: Performocracy

Un nome abbastanza ridicolo, un’immagine volutamente eccessiva e scanzonata, non tutti avrebbero scommesso su una carriera duratura per questo quartetto svedese. I barboncini hanno saputo invece rispondere con determinazione ai preconcetti diventando, in pochi anni, un’affermata realtà nel panorama europeo, anche grazie ad un’intensa attività live. Ed è a questo che il titolo del loro quarto album da studio fa riferimento: “Performocracy”, traducibile in il potere della performance.

La coerenza prima di tutto. Chi li segue da sempre sa già cosa aspettarsi, è come andare nel più sperduto McDonald’s sulla faccia della terra e ritrovare il solito sapore di BigMac. Pertanto i Poodles continuano a fondere alla perfezione hard-rock e glam-metal con quel pizzico di power che permette alle loro canzoni a presa-rapida di suonare anche dure e pesanti. I suoni sono pieni, esplosivi grazie alla produzione di Mats Valentin e al missaggio di Tobias Lindell (Europe, Mustasch). Il vero punto di forza della band è naturalmente il cantante  Jakob Samuel (ex batterista dei Talisman), immagine che ricorda quella di un Vince Neil un po’ vichingo, dotato però di un’ugola calda e potente che ci porta alla mente quella del compianto Steve Lee. “I Want It All”, “Your Time Is Now”, sono manna dal cielo per i nostalgici del metal ottantiano, energiche e anthemiche, infarcite di quei cori squisitamente melodici e d’impatto. Il primo singolo,“Cuts Like A Knife”, è la vera gemma dell’album con Samuel sinuoso e dolce sui versi pronto poi a colpire con un ritornello trascinante che fa toccare alle sue corde note altissime. Il lavoro è molto eterogeneo ma pecca di una certa prolissità, difetto riscontrabile anche sul precedente “Clash Of The Elements”, con la presenza di qualche filler di troppo che alla lunga toglie un po’ di tensione all’ascolto completo del disco.

Questo non intacca il valore di “Performocracy” che risulta sicuramente uno dei  titoli di riferimento dell’anno per gli appassionati del genere, ma data l’elevata qualità compositiva e tecnica dei protagonisti coinvolti, io dai Poodles mi sarei aspettato, finalmente, il capolavoro che però anche questa volta non è arrivato.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. I Want It All
02. Until Our Kingdome Falls
03. Father To A Son
04. I Believe In You
05. Cuts Like A Knife
06. As Time Is Passing
07. Love Is All
08. Your Time Is Now
09. Action!
10. Bring Back The Night
11. Vampire's Call
12. Into The Quiet Night
14. Don't Tell Me


Sito Web: http://www.poodles.se/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Perfomacracy è un album di passaggio tra il recente passato (di qualità) e il futuro che verrà (Tour de Force). Risultato: nulla di fatto, ossia un album con delle idee ma che portano ad un risultato abbastanza piatto e che non emerge per il potenziale del gruppo.
    L unica, magnifica canzone che si stampa in testa come un pugno del Tyson dei tempi d oro è ovviamente “Cuts like a Knife”, tagliente ed esplosiva: una canzone bomba che varrebbe di per se l acquisto del cd (seppur poi risulta esser poco incisivo nel suo insieme)
    Voto 6

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