Ancient Dome – Recensione: Perception Of This World

Peccato. Davvero un gran peccato che questo disco non sia supportato da un’incisione all’altezza della qualità dei brani. Gli Ancient Dome infatti guadagnano in maturità rispetto al più che discreto debutto e mettono in mostra un songwriting di grande varietà e impatto che li avvicina in qualche modo a band tecnicamente più avanzate come Death Angel e Death. Brani veloci e dinamici, con parti melodiche e ritornelli memorizzabili, ma anche parecchia voglia di far viaggiare le ritmiche; una struttura che rimanda senza dubbio a molto del thrash vecchio stampo (vengono in mente anche gli Annihilator e poco conosciuti nostrani Nuclear Symphony), ma con qualche sporadico inserimento dal gusto leggermente più moderno (anni novanta, nulla a che spartire con componenti nu o metalcore). Quasi tutte le song si dimostrano azzeccate e confacenti allo standard del genere e a conti fatti solo la prima parte della semi-ballad “Dream Again” risulta troppo forzata e cantata in modo non appropriato.

“Perception Of This World” è nell’insieme un bel prodotto, di livello medio-alto per ciò che concerne la qualità della musica, che soffre però ancora di una patina troppo “underground” se si parla di registrazione. Se amate il techno-thrash anni ottanta si tratta comunque di un acquisto che non genererà rimorso.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 / Andromeda

Anno: 2010

Tracklist:

01.Intro(mission)
02.Liar
03.When Day Dies...
04.Predominance
05.Perception Of This World
06.Confused Certainty
07.Dream Again
08.Gordian Knot
09.Face The Facts
10.Collision
11.DevastHate


Sito Web: http://www.myspace.com/ancientdome

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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