Unkind – Recensione: Pelon Juuret

Secondo album su Relapse per i finnici Unkind, agguerrito combo crust/d-beat con un pizzico di post-rock nelle vene. Disco breve e intenso, “Pelon Juuret” è un buon concentrato di rabbia e passione, riassunte in una manciata di brani immediati e diretti, che si basano su un muro di suono pressoché costante, amalgamato attorno al drumming ossessivo di Saku e al riffing esplosivo dei due chitarristi Tommi (anche al microfono) e Tumppi.

Accostabili per certi versi ai primi Disfear del buon Tompa, oppure ai più recenti (e sopravvalutati) Kvelertak, i cinque ragazzi di Helsinki hanno dalla loro tutta la convinzione e l’anticonvenzionalismo di derivazione punk (“Vihan Lapset”, “Valtakunta”), ma non mancano di arricchire tale estetica minimale con un sensibile tocco atmosferico, in sede di arrangiamento (“Olemisen Pelko”).

Niente di trascendentale, sia chiaro, ma solo un onesto album di sincero e spontaneo HC/crust-punk, genere che, a quanto pare, ultimamente va per la maggiore, in determinati sottoboschi indipendenti internazionali (All Pigs Must Die, Enabler, Black Breath), talvolta con esiti veramente degni di nota (Baptists, Early Graves). Laddove i risultati sono comunque convincenti e positivi, come in questo caso con gli Unkind, davvero nulla da eccepire a questo ennesimo inevitabile trend settoriale.

Voto recensore
6
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Pelon Juuret

02. Vihan Lapset

03. Valtakunta

04. Viallinen

05. Laki

06. Olemisen Pelko

07. Saattokoti


Sito Web: https://www.facebook.com/UnkindHardcore

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