Blessed By A Broken Heart – Recensione: Pedal To The Metal

A parte la giovane età e una massiccia campagna pubblicitaria che li ha preceduti nel loro sbarco in Europa, non sembra che i canadesi Blessed By A Broken Heart dispongano di quelle carte necessarie per affermarsi. Il loro hardcore mescolato ad una piccola dose di hard rock suscita simpatia, ma non lascia impressioni particolarmente positive, neanche dopo più ascolti. Il fatto che i Blessed By A Broken Heart si definiscano una Christian band è di sicuro interessante, ma ci si chiede quanto del messaggio venga effettivamente recepito nel momento in cui si è impegnati a seguire i veloci fraseggi di chitarra, per quanto a volte siano ripetitivi, o le escursioni vocali del cantante Tony Gambino, che nonostante il look in stile perfetto sosia di Nikki Sixx ha uno stile molto più moderno, per niente legato all’immagine che trasmette, e non ha un timbro di voce memorabile. Non si discute della apparente incoerenza fra look, modo di cantare e il fatto che la band si dichiari cristiana, anzi questo è un punto a loro favore, quanto piuttosto sulle ancora scarse capacità di creare un disco lineare e in cui la fusione tra l’hard rock anni ’80 e le sonorità contemporanee (idea ammirevole) risulti effettivamente riuscita. Non bastano i sottofondi di tastiere in “Don’t Stop” e in “Move Your Body”, non basta che il ritornello di “Doing It” ripeta “I’m doing it for the rock”, messaggio tipicamente rock and roll, per assicurare continuità. Si può comunque puntare sulle possibili evoluzioni del gruppo (questo è il loro secondo album) e sulle buone qualità tecniche del chitarrista Shred Sean, ora osannato in modo esagerato, per sperare in una maturazione a livello compositivo.

Voto recensore
6
Etichetta: Century Media

Anno: 2008

Tracklist:

1. Intro

2. She Wolf

3. Show Me What You Got

4. Move Your Body

5. She’s Dangerous

6. To Be Young

7. Doing It

8. Blood On Your Hands

9. Don’t Stop

10. Carry On

11. Ride Into The Night


anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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