P.C. Translate – Recensione: IV

Nella confusione di sigle seguita alla chiusura del moniker Paul Chain, la denominazione P.C. Translate ha una vita relativamente breve (circa sei anni) e dovrebbe racchiudere, negli intenti di Paolo Catena e della compagna (artistica e di vita) Lola Sprint, le composizioni più accessibili del pesarese (l’antitesi di quello che era stato, negli anni precedenti, il Paul Chain Experimental Information). In effetti, dei lavori usciti a questo nome, almeno “Collage Creation” (Tra Bla records, 2006) è un gioiellino rock screziato di sperimentazioni ed influenze prog che meriterebbe sicuramente di essere recuperato ed ascoltato con attenzione. Nel 2009 Paolo Catena dichiara conclusa l’esperienza Translate, e decide di dedicarsi esclusivamente alla serie “Quadrimusicali” (sono ormai venti i volumi pubblicati), opere poliedriche dove il confine tra tradizione rock e sperimentazione si fa impalpabile, e l’artista si sente libero di impiegare tutti i colori presenti sulla sua (immensa) tavolozza musicale. A testimoniare la chiusura del ciclo, nel 2013 esce, in edizione limitata a 100 copie, il cdr “Inedits“, raccolta di out-takes, provini e sessioni di improvvisazione che ora viene finalmente ristampato in cd e vinile con una nuova copertina (un quadro di Catena) ed il nome “IV“, grazie agli sforzi di Angelo Zermian e della sua Za Project. Chi si aspetta un lavoro estremamente frammentario o eterogeneo (da compilation, insomma) rimarrà deluso; al netto di alcuni episodi estemporanei (il jazz lounge deviato di “Vicend Sirios“, i provini di “Liven” e “Test Song”  (quest’ultima curiosamente vicina alle atmosfere di “Life and death“), “IV” appare infatti come un’opera coerente, allineata su suoni hard rock non distanti da quelli che Catena già aveva mostrato di saper padroneggiare in “Whited Sepulchres“. Il dittico iniziale “Heavy Clouds/Reason of Changes”  (seguito da una breve coda elettrica) sembra scaturire da un’unica jam elettrica, ricca di paesaggi desertici nel primo movimento e poi definitivamente lisergica nel successivo e imponente (nove minuti) passaggio.  “Psichedelia” sembra infatti essere la parola d’ordine di tutto il lavoro: affiora nei rari momenti acustici (la suggestiva e dolcissima “Deep Sea of My Life”) , pervade gli episodi elettrici (il bizzarro spoken hard rock di “Poetry“, gli accordi ribassati di “Surniacat“) e chiude i giochi con l’acidità space della stupenda “The End of Love (In The World)“.  Testimonianza di un’esperienza che gli stessi musicisti coinvolti considerano archiviata da tempo, “IV” è un’occasione per avvicinarsi alla produzione post-Paul Chain mantenendo alcune coordinate sicure, prima di intraprendere l’esplorazione dell’universo “Quadrimusicali“, e l’ennesima prova di quanta attenzione avrebbe meritato (e merita ancora) il lavoro di Paolo Catena.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Za Project

Anno: 2018

Tracklist: 01 Heavy Clouds 02 Reason Of Changes 03 Outro 04 Deep Sea (Of My Life) 05 Liven 06 Test Song 07 Heart In Flame 08 Poetry 09 Vicend Sirios 10 Surniacat 11 The End Of Love (In The World)
Sito Web: https://www.facebook.com/paolocatena4/

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