Paul Gilbert – Recensione: I Can Destroy

Fresco e irriverente, torna Paul Gilbert con “I Can Destroy”, suo diciottesimo album: a dispetto della lunga carriera, il chitarrista non perde un briciolo della sua fantasia e così ci troviamo di fronte ad un altro manifesto della sua straordinaria versatilità che, unita ad un senso dell’ironia sempre pungente, dà vita ad un’opera che pulsa di vita ed allegria. Ad accompagnare Gilbert ci sono Freddie Nelson e Tony Spinner alle chitarre e alle voci, Kevin Chown al basso e Thomas Lang alla batteria. Last but not least, in cabina di produzione c’è il valore aggiunto che risponde al nome di Kevin Shirley.

Con la consueta naturalezza, la chitarra di Gilbert fa da contrappunto a testi al limite del paradosso e oltre, fin dall’opener “Everybody Use Your Goddamn Turn Signal”, brillante esempio di come si possa continuare a reinventare il rock. La title track è costruita su un crescendo e su improvvise accelerazioni memori dei tempi dei Racer X, finendo per sintetizzare la grande ecletticità del chitarrista: in pezzi come questo, così come nella variegata “Adventure And Trouble”, è evidente la straordinaria capacità di Gilbert di essere virtuoso senza perdersi in virtuosismi fini a se stessi. Tutto per la causa della musica e del sano divertimento, insomma. Non mancano le citazioni: tra le più evidenti quella dei Queen in “Knocking On A Locked Door”, ma l’album è pieno di rimandi e di echi a band, atmosfere, stili come il sapore rockabilly di “Gonna Make You Love Me” e il blues di “Blues Just Saving My Life”. La tecnica di Gilbert viene fuori tutta in diversi episodi, ma soprattutto nello straordinario lavoro su “One Woman Too Many”. La seconda parte dell’album è un po’ sfilacciata, ma siamo comunque di fronte ad un lavoro che trabocca idee e creatività ed è la conferma della statura assoluta di un artista a tutto tondo.

“I Can Destroy” è una sorta di pastiche postmoderno che rifugge le categorie, prende pezzi e riassembla, distrugge e ricostruisce, e tutto con il sorriso sulle labbra e una padronanza del mezzo che mai si traduce in vanità.

Paul-Gilbert_I-Can-Destroy_Cover

Voto recensore
7,5
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2016

Tracklist: 01. Everybody Use Your Goddamn Turn Signal 02. I Can Destroy 03. Knocking On a Locked Door 04. One Woman Too Many 05. Woman Stop 06. Gonna Make You Love Me 07. I Am Not the One (Who Wants To Be With You) 08. Blues Just Saving My Life 09. Make It (If We Try) 10. Love We Had 11. I Will Be Remembered 12. Adventure and Trouble 13. Great White Buffalo (bonus track)
Sito Web: http://www.paulgilbert.com/

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