Parkway Drive – Recensioni: Viva The Underdogs

L’Italia e il mondo intero stanno affrontando una situazione inaspettata e complicata, che sta avendo delle ripercussioni su qualsiasi aspetto della vita, compreso quello musicale. Da più di un mese, nel nostro Paese non è più stato possibile assistere ad un concerto e ogni giorno, aprendo i social media, troviamo annunci di eventi rimandati o posticipati a non si sa quando. Noi tutti amanti del metal, bloccati in casa, ripensiamo ai concerti con grande nostalgia, come un qualcosa di molto lontano nel tempo, e ci chiediamo quando potremo tornare di nuovo a cantare in transenna vicino ai nostri artisti preferiti.
Per evitare che questo ricordo si affievolisca, gli australiani Parkway Drive hanno deciso di rilasciare “Viva The Underdogs”: la versione audio di quello che è forse il loro concerto più importante, l’esibizione al Wacken della scorsa estate. Underdogs è un’espressione inglese che si utilizza per riferirsi ad una persona perdente, ma in questo caso i Parkway Drive ne sono usciti vincitori. Tutte le band, prima o poi, sognano di suonare come headliner in uno dei festival più grandi del mondo e loro ce l’hanno fatta. Il 22 gennaio è stato proiettato l’omonimo documentario solo nei cinema tedeschi: oltre alle scene del concerto, alcune sezioni erano dedicate alla vita privata dei membri del gruppo e il loro rapporto con la famiglia. Noi adesso possiamo goderci lo spettacolo aprendo le orecchie e chiudendo gli occhi. Prepariamoci a fare headbanding seduti comodamente sulle nostre poltrone.

Gran parte della setlist del concerto è dedicata agli ultimi lavori in studio della band, in particolare “Reverence” e “Ire”. La serata si apre con “Prey” e Winston si presenta al grande pubblico tedesco: “We’re Parkway Drive, holy sh*t”. La band suona i brani migliori del loro ultimo album e ,oltre a “Prey”, esegue anche “The Void”, “Absolute Power” e “Chronos”. Quest’ultima si differenzia maggiormente dalle altre per la lunghezza: quasi otto minuti, una durata musicale che non si addice molto ad una band metalcore, che decide però di inserire una lunga parte strumentale. “In time all find an end”, afferma Winston, quasi a ricordarci che anche questa pandemia prima o poi finirà e potremo tornare a quella che definiamo normalità. C’è poi un tuffo al passato, con gli album che hanno dato vita alla carriera dei Parkway Drive. Non possono mancare, infatti, “Carrion”, “Karma”, “Idols And Anchors” e “Wild Eyes”, da cui viene tratto il titolo del live. E come ci ricorda Winston, “We are one big family”. Lontani, ma uniti dalla passione per la musica. Infine, tratte da “Ire”, troviamo in scaletta anche “Dedicated”, “Crushed”, che è in assoluto una delle mie preferite della band, e “Bottom Feeder”, che conclude “lo show più bello della mia vita”, secondo le parole del frontman.

Per mostrare ulteriormente la gratitudine nei confronti della Germania e del Wacken, i Parkway Drive si cimentano in un esperimento e decidono di inserire tre canzoni tradotte completamente in tedesco, sia nel titolo che nel testo. Mi riferisco a “Würgegriff (Vice Grip)”, “Die Leere (The Void)” e “Schattenboxen (Shadow Boxing)”, realizzata in collaborazione del rapper Tedesco Casper.
Una band che ha ancora tanto da dire e che merita maggiore attenzione. Per ora, però, i Parkway Drive hanno coronato il loro sogno.

Etichetta: Epitaph

Anno: 2020

Tracklist: 01. Prey 02. Carrion 03. Karma 04. The Void 05. Idols 06. Dedicated 07. Absolute Power 08. Wild Eyes 09. Chronos 10. Crushed 11. Bottom Feeder 12. Würgegriff (Vice Grip) 13. Die Leere (The Void) 14. Schattenboxen (Shadow Boxing) (Ft. Casper)

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