Parkway Drive – Recensione: Reverence

“Reverence”, il nuovo album degli australiani Parkway Drive, è ben lontano dal sole, la spensieratezza e la leggerezza a cui la loro terra potrebbe essere facilmente associata.
“Reverence” è condizionato da alcuni tragici eventi che hanno colpito i membri della band negli ultimi anni, tra cui la morte di due persone care, e questa rabbia, questo dolore, si avvertono chiaramente in alcune tracce, che si concentrano sulla veicolazione di emozioni più che sul rispetto dei dettami di quel metalcore a cui i Parkway Drive hanno affidato fin dagli esordi il loro successo.

Non fraintendeteci, “Wishing Wells”, brano d’apertura del disco, è una vera mazzata sulla schiena, potente e incazzato come la performance del vocalist Winston McCall, ma introduce una caratteristica che si ritroverà spessissimo nell’album, il parlato che sembra prevalere sul cantato, sia esso pulito o scream.
“Cemetery Bloom”, ad esempio, è completamente parlata (o forse sarebbe meglio dire raccontata?), con un coro di sottofondo a ricreare un’atmosfera cupa e luttuosa.
I Parkway Drive rimangono comunque ben consapevoli che il loro crescente successo li porterà a calcare i palchi di sempre più paesi e con sempre maggior frequenza, e non mancano di estrarre dalla manica cartucce di sicura presa in sede live, come la coinvolgentissima “Prey”, con un ritornello perfetto da far cantare al pubblico durante ogni show, e “The Void”, che non mancherà di diventare uno dei pezzi preferiti dei fan in questo “Reverence”.

 

“Shadow Boxing” rappresenta una piccola sorpresa nell’economia del disco: l’intro affidata alla bellissima voce di McCall, che si dispiega in un cantato pulito e caldo, le parti rappate, il crescendo emozionale e musicale che culmina in un ritornello decisamente metalcore introducono una bella varietà di stili, piacevolmente spiazzante a questo punto dell’album.
“Reverence” si chiude con una struggente “The Colour Of Leaving”, un arrabbiato eppure rassegnato lamento ispirato dai lutti che hanno colpito la band, un racconto in cui McCall si cala nei panni del crooner e accompagna l’ascoltatore al termine di un viaggio che era iniziato con i toni della ribellione al proprio destino e si conclude con quelli della forzosa rassegnazione alla fragilità dell’esistenza.

I Parkway Drive consegnano ai fan un disco coerente, in cui l’oscurità dei sentimenti umani prevale a volte sulla forza dell’entusiasmo del metalcore e disegna una condizione mentale in cui moltissimi di noi sapranno riconoscersi.

Voto recensore
7
Etichetta: Epitaph Records

Anno: 2018

Tracklist: Tracklist - 01. Wishing Wells 02. Prey 03. Absolute Power 04. Cemetery Bloom 05. The Void 06. I Hope You Rot 07. Shadow Boxing 08. In Blood 09. Chronos 10. The Colour Of Leaving
Sito Web: http://parkwaydriverock.com/

Ilaria Marra

view all posts

Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login