Paul Chain – Recensione: Park Of Reason / Johar + Paul Chain

Di sicuro, quando si parla di questo particolare artista, tornano alla mente decine di collaborazioni, più o meno illustri, che durante i circa venticinque anni di intensa -e in costante fermento- attività del maestro italico del doom più mistico e “puro” (ma non solo) hanno riempito alcune delle pagine più importanti della storia della musica “estrema” made in Italy. In “Park Of Reason” ci viene dimostrato cosa l’esperienza e la passione verso questo fantastico mondo possono fare se magistralmente unite sotto il nome di Paul Chain. Inutile sottolineare, specificare ancora una volta o –peggio- pontificare su quanto e come, a volte, possa risultare monotono (ai più) il doom… sta di fatto che nei 90 minuti di oscura e tenebrosa introspezione, il maestro ci porta in luoghi in cui noi, solitari e senza guida esperta, ci perderemmo… anzi non riusciremmo nemmeno a trovare non essendo in grado di cercare… “Solitude Man” è di una sconvolgente melodrammaticità che, unita con gusto alle classiche forme musicali del mondo di Paul, crea la perfetta opener per qualsiasi disco doom del passato e del futuro. “Continuous Fix” potrebbe essere la naturale colonna sonora di un film di Dario Argento in uno dei momenti più angoscianti: lenta, pregna di sensazioni vibranti a volte nascoste, altre volte scaturenti copiose da ogni frammento, da ogni periodo di questo monumento dalle vastità sonore ultraterrene. E proprio queste ultime vengono innalzate a strati “cosmici” della mente grazie a “Stajness Klaus”: un insieme di suoni, effetti elettronici e fading talmente (sur)reali che in una stanza buia saprebbero creare la giusta atmosfera per l’annullamento del nostro Io. Ma l’esistenza non è semplice e se è vero che quello che non uccide rende più forti, allora la salvezza si raggiunge sul serio dopo avere affrontato da soli –e con successo- un monolite di gigantesche proporzioni che adombra tutto, anche l’animo: “Wings Of Decadence” è terribile e terrificante nella sua maestosa imponenza, in cui “ambienti” omogeneamente collegati tra loro ma profondamente diversi sono lo sfondo contro cui si staglia la consapevolezza che si raggiunge nello stadio finale della traccia, e cioè che sono stati appena ascoltati undici minuti e cinquanta di pura sofferenza post-introspezione. L’immane fatica prosegue e senza scampo, e nemmeno preavviso, ci ritroviamo incastrati in uno dei più audaci esperimenti concepiti da un musicista di questo calibro: una doppia traccia mono la quale se ascoltata in stereo ha una sua realtà mentre singolarmente si tratta di due episodi ben distinti, “Logical Slow Evolution” sul canale sinistro e “… In Time” su quello destro. Fulminante.

Etichetta: Beyond... / Quasar / Masterpiece

Anno: 2003

Tracklist: Tracklist: Solitude Man / 8 String Sweep / Sanctuary Heve / Continuous Fix / War Abysses / Stajness Klaus / Let The End Begin / Wings Of Decadence / Ascension Of Any Pound / Ways Of Changes / L – Logical Slow Evolution, R - … In Time

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login