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Paradise Lost – Recensione: Symphony For The Lost

A pochi mesi dall’ultima prova in studio (l’ottimo “The Plague Within”), i Paradise Lost tornano sul mercato discografico con una sorpresa per i propri fan. “Symphony For The Lost” fotografa una performance che la band ha tenuto lo scorso anno nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Plovdiv, in Bulgaria.

La particolarità dell’evento è data dalla presenza di un’orchestra che accompagna il gruppo di Halifax nella prima parte dello show. I musicisti sono condotti dal Maestro Levon Manukyan, un nome noto per aver riveduto in chiave orchestrale alcuni successi di artisti rock e metal.

E il conubbio tra il rock più duro e la musica classica, lo abbiamo detto tante volte, ormai non stupisce più, ma continua a dare risultati positivi grazie alla forte continuità emozionale tra i due generi. E quanto proposto dai Paradise Lost, in questa chiave sinfonica diventa ancor più drammatico e solenne, senza mai incappare nella trappola dell’enfasi eccessiva.

Le canzoni proposte insieme alla Plovdiv Philarmonic Orchestra sono ben diluite in tutto il percorso discografico del gruppo. I pezzi risultano più melodici e grandiosi, convincono in particolare “Tragic Idol”, dall’omonimo album del 2012 e “Over The Madness” (da “Paradise Lost”, 2007), davvero vissuta con partecipazione e trasporto sia dal pubblico che dal gruppo, come si evince dalla prova sentita di Nick Holmes. Molto buone anche “Soul Courageous”, più orecchiabile e disincantata (come d’altronde fu l’album “One Second”) e naturalmente “Gothic”, un brano che da quasi 25 anni, nelle parole di Nick “definisce ciò che sono i Paradise Lost”.

La seconda parte di “Symphony For The Lost” vede invece la band calcare il palco nelle vesti consuete. Sappiamo bene che i Paradise Lost non sono esattamente dei mostri da palcoscenico, ma il gruppo è comunque molto solido e concentrato e non fa mancare l’interazione con i presenti. Qui la scelta dei brani è affidata a molti classici testimoni delle varie fasi della carriera, dai momenti più duri e spigolosi di “As I Die”, alla fase goth rock mediana con “Erased”, “Isolated”, l’immancabile “Say Just Words” e “One Second”. Spazio anche a due inni da non dimenticare, ovvero la drammatica “True Belief” e l’elegante “The Last Time” (da “Draconian Times”, 1995), pezzo scelto per salutare il pubblico di Plovdiv.

Sia la band che i fan danno l’impressione di vivere un’esperienza che conserveranno a lungo e noi suggeriamo il lavoro ai collezionisti e ai sostenitori incalliti del combo di Halifax, che certo potranno godere del materiale qui contenuto. Ricordiamo infine che il prodotto sarà disponibile in tre versioni: doppio Cd, doppio cd con Dvd e limited edition con due vinili, Dvd, booklet di 16 pagine e una cartolina autografata.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2015

Tracklist:

CD 1 (con orchestra):
01. Tragic Idol
02. Last Regret
03. Your Own Reality
04. Over The Madness
05. Joys Of Emptiness
06. Victim Of The Past
07. Soul Courageous
08. Gothic

CD 2 (senza orchestra):
01. The Enemy
02. Erased
03. Isolate
04. Faith Divides Us, Death Unites Us
05. As I Die
06. One Second
07. True Belief
08. Say Just Words
09. The Last Time

DVD
01. First Half (con orchestra): 41:16
02. Second Half (senza orchestra): 41:29
03. Documentary: 26:17


Sito Web: http://www.paradiselost.co.uk/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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