Saint Daemon – Recensione: Pandaemonium

I Saint Deamon hanno esordito con il botto nemmeno un anno fa con “In Shadow Lost Of The Brave”, candidandosi come una delle band più promettenti del panorama heavy metal internazionale. E a ragione. Gli svedesi sono saliti alla ribalta grazie ad un power metal classico e melodico, un songwriting fresco, contornato di arrangiamenti intelligenti e funzionali, il tutto tenuto insieme dall’incredibile voce di Jan Tore Grefestad. I nostri cercano di battere il ferro finché è caldo con questo “Pandaemonium”, dopo un anno vissuto on stage. E la fretta non ha giovato a tutte le canzoni del nuovo disco, che non raggiunge le vette del predecessore, ma resta comunque a galla, ben sopra la media dei prodotti del genere. Manca probabilmente quel pizzico di originalità, come l’inserimento a sorpresa di chitarre acustiche nei brani epici, che avevano marchiato a fuoco “In Shadow Lost Of The Brave”. Le melodie vocali di Grefestad restano comunque grandiose, sospese tra Lande e Eric Adams, e sono la vera forza di “Pandaemonium”. Da dieci la prestazione del vocalist nell’opener “Deception”, ma anche nella cavalcata “The Only One Sane”, le hit dell’album insieme alla epica title track. Le chitarre restano in primo piano grazie ad un riffing massiccio, con le tastiere a fare da contorno senza cercare troppo spazio, con richiami ai soliti Hammerfall, Helloween e Masterplan. Anche se i Saint Deamon dimostrano di non avere bisogno di alcun tipo di insegnamento quando riescono a liberarsi dal fardello dei cliché del power, svolazzando verso l’heavy metal duro e puro. “Pandaemonium” rappresenta un piccolo passo indietro, ma la direzione è ancora quella giusta. La band dovrà fare solo attenzione a tenere questa rotta, perché è facile perdersi in mezzo al mare.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2009

Tracklist: 01. Deception
02. The Only One Sane
03. Pandaemonium
04. Eyes Of The Devil
05. A Day To Come
06. Way Home
07. Fallen Angel
08. The Deamon Within
09. Oceans Of glory
10. Fear In a Fragile Mind

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Pandaemonium + Rapid Fire: Live report della data di Pavia

Serata all’insegna del metal melodico al Sitting Bull – Defender pub, i cui live show del mese di Novembre si aprono in compagnia di due band dalle buone potenzialità: i Rapid Fire (freschi di contratto con Adrenaline Records) e i Pandaemonium, nota realtà nel panorama power metal tricolore, con all’attivo il buon debutto “…And The Runes Begin To Pray” (1999) e in attesa della pubblicazione del secondo album per Underground Symphony.

I Rapid Fire, chiamati ad aprire lo spettacolo, sono paragonabili ad una sorta di punto d’incontro tra il sound compatto ed epico dei Running Wild e un virtuosismo alla Malmsteen, percepibile in primis nel lavoro della chitarra solista di Marco, autore questa sera di un ottimo set. In occasione della serata la band presenta il CD ‘Scream!’, la cui uscita è prevista per l’inizio di Dicembre e che si prospetta essere un interessante platter di metal classico. I brani eseguiti sono dunque tratti in massima parte dal repertorio della band (citiamo ‘Red Passion’, ‘Wild Obsession’) e si rivelano pezzi costruiti su strutture tipicamente ottantiane, con melodie compatte ma altrettanto di presa per gli ascoltatori e pregiate dagli interventi dal sapore neoclassico della chitarra solista. Un’ottima tenuta del palco e una visione d’insieme notevole, rendono la prova dei Rapid Fire degna di nota: una band che si diverte sul palco e sa rendere il pubblico partecipe. Segnaliamo la presenza nel set della cover di ‘Jawbreaker’, (omaggio ai giganti Judas Priest) e di ‘Crazy Doctor’ dei nipponici Loudness.

Una breve pausa, ed ecco i Pandaemonium salire sul palco del Sitting Bull – Defender. La band proporrà una serie di brani tratti dal proprio carniere, fantasiosi pezzi che pescano da un power metal alla Rising Force con una commistione ad elementi folk e sinfonici (segnaliamo ‘Time Of Glory’, ‘Evil Star’, ‘Fires In The Sky’ e l’elaborata ‘Return To Reality’). Le cover scelte (tre note “chicche” scalda-pubblico…) vanno a toccare il background epico e melodico facente parte delle influenze dei nostri: ‘Nova Era’ e ‘Nothing To Say’ degli Angra e ‘Mirror Mirror’ dei Blind Guardian. I Pandaemonium sono trascinati in particolare dalla prova dell’axe-man Steve Volta (già con Odissey – Malmsteen Tribute e Maurizio Vandelli), virtuoso emulo del burbero Yngwie ed esecutore fantasioso e dall’ottima performance del vocalist Daniel Reda, capace di modulare il suo timbro sottile ma potente a seconda dei momenti più melodici ed aggressivi dei singoli brani. Anche per i Pandaemonium il giudizio è senza dubbio positivo, la band mostra ottime doti live e capacità intrattenitorie dettate dalla professionalità e dall’esperienza.

Le band interessate a suonare al Sitting Bull -Defender possono contattare l’indirizzo di posta elettronica: leocammi@libero.it

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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