Mesmerize – Recensione: Paintropy

Come già anticipato nello studio report di qualche settimana fa i Mesmerize stanno finalmente per arrivare sul mercato discografico con la loro nuova uscita dopo ben otto anni di assenza e se da subito l’impressione sul nuove materiale era stata più che buona, qualche ascolto in più non solo ha confermato tale tesi, ma addirittura va a rafforzare l’idea che i nostri abbiano eseguito una trasformazione stilistica non superficiale e si siano presi tutto il tempo dovuto a portare a compimento la maturazione necessaria per poter rendere al massimo in questa nuova veste.

In primo luogo la novità e l’originalità della proposta si possono sentire nelle scelte effettuate in fase di registrazione/mixaggio del disco: “Paintropy” è un lavoro che gode di un suono tutto suo, perfetto per le intenzione espressive della band, un vero mix di aggressività moderna e definizione del particolare, ricca di quella dinamica che tanto piaceva nei dischi di una volta.

Non c’è quindi quella fastidiosa compressione su frequenza troppo simili che è tipica delle “bombastche” produzioni moderne, ma allo stesso tempo viene evitato il difetto di molti album anni novanta in cui i suoni erano piccoli piccoli e la voce sempre davanti a tutto.

In “Paintropy” ogni strumento ha il suo ruolo, si sente tutto alla perfezione (anche i cori) e soprattutto il suono di batteria è spesso martellante e protagonista, ma non copre il lavoro del resto della band.

Il tutto fa rendere alla perfezione song che nonostante si pongano il primario obiettivo di risultare d’impatto non rinunciano mai ad una struttura vitale e in perenne movimento emozionale. “It Happened Tomorrow”, “Monkey In Sunday Best” o anche la title-track sono brani che non cedono mai un millimetro, in cui ogni secondo è studiato per incalzare l’ascoltatore e non permettere alcuna distrazione. Le stesse parti vocali hanno spesso questa funzione, con ritornelli ripetuti più volte della norma che stampano in testa la melodia del brano, ma proprio questa differenza tra le armonie vocali facili da ricordare e una musicalità strumentale spesso nervosa, dai ritmi sostenuti e a volte ostica nelle scelte di suono è il grande pregio e la qualità più personale di “Paintropy”.

“Shadows At The Edge Of Perception”, “One Door Away”, “Mrs. Judas” o la stessa “Masterplan” non mancheranno certo di piacere a chi ha una visione anni ottanta del power metal, ma non di meno viene difficile non rintracciare anche nei momenti più classic heavy il tocco personale e la voglia di mettere comunque qualcosa di diverso per andare oltre al manuale d’istruzione.

Un’ultima parola va detta sulla presenza della cover dei The Cranberries: “Promises” subisce lo stesso trattamento di ogni altro pezzo del disco, diventando così un brano dall’anima pop, ma eseguito con la brutalità del più aggressivo power/thrash. Uno dei pochi casi in cui la riproposizione diventa parte integrante del repertorio della band che la esegue, senza assolutamente apparire una brutta copia dell’originale. Anche in questo l’esperienza e la crescita artistica si vedono e… sentono.

Un grande ritorno e una band artisticamente matura che non ha più senso chiudere all’interno di schemi di genere preconfezionati: che vi piacciano o meno questi sono i Mesmerize, non solo l’ennesima heavy metal band italiana dedita a compiacere i gusti di una nicchia qualsiasi.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. It Happened Tomorrow
02. 2.0.3.6.
03. A Desperate Way Out
04. Monkey In Sunday Best
05. Midnight Oil
06. Within Without
07. One Door Away
08. Paintropy
09. Shadows At The Edge Of Perception
10. Mrs. Judas
11. You Know I Know
12. Masterplan
13. Promises (The Cranberries cover)


Sito Web: https://www.facebook.com/mesmerizemetal

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. diosdelmetal

    Ho solo ascoltato il singolo, ottimo pezzo super tirato, speriamo che tutto l’album sia così !

    Reply

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