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Pain Of Salvation – Recensione: Remedy Lane Re:visited (Re:mixed & Re:lived)

Partiamo da un punto fermo pressoché inattaccabile: “Remedy Lane” è un album meraviglioso e da avere perché fu il culmine della prima parte di carriera di una giovane band, i Pain Of Salvation, che portò sul finire degli anni ’90 una vera ventata d’aria fresca in quella porzione di metal tecnico per cui il termine “progressive” era perlomeno abusato proprio a causa dell’immobilismo stilistico di molte band, semplici cloni di Dream Theater, Fates Warning o Queensrÿche.

Inutile sviscerare qui le varie influenze che forgiarono il sound della band di Daniel Gildenlöw, anzi vi invitiamo a rileggere la recensione di “Remedy Lane” scritta nel 2002 da Fabio Negri e presente nel nostro archivio, dove già si percepiva come fossimo di fronte ad un capolavoro… che forse aveva un solo difetto (come “The Perfect Element” peraltro): il suono!

E’ in quest’ottica che, mentre i nostri sono al lavoro ultimando il nuovo “In The Passing Light Of Day” che verrà pubblicato entro la fine del 2016 si voleva dare nuova luce a “Remedy Lane” passando per le sapienti mani di Jens Bogren che negli ultimi anni si è tramutato in vero guru delle metal produzioni tramite i suoi Fascination Studios. Da sempre fervido ammiratore della musica dei Pain Of Salvation, Bogren aveva già proposto i propri servigi alla band di Eskilstuna qualche anno addietro (in maniera marginale su “Be” e “Scarsick”); ora fortunatamente è proprio lui che si è occupato di questa “rivisitazione” andando a re-mixare le tracce di questo capolavoro (CD1) mentre per quando concerne il secondo disco abbiamo l’occasione di ascoltare la versione live dell’intero album nella performance del ProgPower U.S.A. Festival del 2014 (con la line-up attuale).

I due “Remedy Lane Re:visited” (Re:mixed e Re:lived) saranno disponibili anche separatamente e si segnalano per alcune interessanti caratteristiche. La versione remixed ovviamente denota una pulizia di suono maggiore rispetto all’originale con un migliore bilanciamento delle tracce audio (“Rope Ends” e “Waking Every God” ne sono buoni esempi) nonostante per alcune cose non si potessero fare miracoli (vedi il suono di batteria); decisamente più in luce gli splendidi controcanti e le magie vocali di un Gildenlöw al top della forma così come la pressoché perfetta interazione delle chitarre. La versione live per contro contiene forse spunti di maggior interesse sia perché notiamo una gran cura dei particolari sia per l’apporto qualitativamente elevato e inaspettato di una line-up mai totalmente accettata dai fan della prima ora; Ragnar Zolberg è notevole alla seconda voce e chitarra così come Léo Margarit dà un grande apporto ai cori per pezzi non completamente stravolti ma comunque rivisti.

Questa rivisitazione quindi potrebbe essere criticabile ai fini della reale necessità di rivedere un capolavoro, che è tale coi suoi pregi e difetti ma tecnicamente il lavoro svolto è apprezzabile e curato nei minimi dettagli.

Pain Of Salvation remedy lane

 

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2016

Tracklist: “Remedy Lane Re:mixed” 01. Of Two Beginnings (Remix) 02. Ending Theme (Remix) 03. Fandango (Remix) 04. A Trace Of Blood (Remix) 05. This Heart Of Mine (I Pledge) (Remix) 06. Undertow (Remix) 07. Rope Ends (Remix) 08. Chain Sling (Remix) 09. Dryad Of The Wood (Remix) 10. Remedy Lane (Remix) 11. Waking Every God (Remix) 12. Second Love (Remix) 13. Beyond The Pale (Remix) “Remedy Lane Re:lived” 01. Remedy Lane (Live) 02. Of Two Beginnings (Live) 03. Ending Theme (Live) 04. Fandango (Live) 05. A Trace Of Blood (Live) 06. This Heart Of Mine (I Pledge) (Live) 07. Undertow (Live) 08. Rope Ends (Live) 09. Chain Sling (Live) 10. Dryad Of The Wood (Live) 11. Waking Every God (Live) 12. Second Love (Live) 13. Beyond The Pale (Live)
Sito Web: https://www.facebook.com/Painofsalvation/

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