Overkill – Recensione: The Wings Of War

Bobby Blitz & Co. tornano a ruggire con il nuovo capitolo di “Casa Overkill” chiamato “The Wings Of War”. Titolo che non poteva essere più calzante per un disco dai toni battaglieri sin dalle primissime note, sin da quella “Last Man Standing” che ha il compito accendere gli animi di queste nuovissime 10 canzoni.

Non c’è niente di nuovo nel songwriting dei nostri, un disco di oltre 50 minuti che sembra prevedibile dell’inizio alla fine, ma proprio per questo funziona. Non vorrei mai gli Overkill diversi, così come non vorrei mai diversi tanti vecchi (più o meno) leoni della scena.

Ed è proprio per questo che il disco funziona, perché quel modo unico di intendere il thrash metal (molto old-style, con molti legami con il punk nel caso dei nostri) è caratterista dominante di un songwriting già estremamente personale nonostante le “obbligatorie” coordinate di genere.

E quindi la “battaglia” sonora di “Believe In The Fight”, Head Of A Pin” e “Distortion” funziona. La voce rabbiosa di Bobby Blitz è aggressiva e convincente, nonostante le primavere e gli acciacchi dovuti a tante battaglie. Il dinamico duo alle chitarre Tailer / Linsk macina riff uno dietro l’altro, lasciando più di un sorriso in chi ascolta.

Menzione d’onore per la frustrata punk/Hc “Welcome To The Garden State”: dichiarazione d’amore e affermazione di appartenenza di una band che non ha mai nascosto di essere fiera delle sue origini.

Belli anche i momenti più meditati del disco: “A Mother’s Pray” e “Where Few Dare To Walk”.  Sopratutto quest’ultima estremamente convincente, intensa e con ottime probabilità di finire nei set live dei nostri per lungo tempo.

Non c’è molto altro da dire sull’ennesimo disco degli Overkill perché funziona, perché piace e perché – pur non essendo ai livelli dei “top di gamma” dei nostri –  è sempre un bell’ascoltare.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 1. Last Man Standing 2. Believe In The Fight 3. Head Of A Pin 4. Bat Shit Crazy 5. Distortion 6. A Mother's Prayer 7. Welcome To The Garden State 8. Where Few Dare To Walk 9. Out On The Road-Kill 10. Hole In My Soul

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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