Cubre – Recensione: Our Tangled Soul

Finalmente arrivano all’album di debutto i lombardi Cubre. Realtà ormai indiscutibilmente fra i leader del posthardcore italiano, il gruppo mette a segno con ‘Our Tangled Soul’ un colpo magistrale, scuotendo le fondamenta di quando succede nel nostro paese con un feroce, inarrestabile e tremendamente intenso ibrido fra Voivod, Converge, Death Metal e Neurosis. Ascoltate lo srotolarsi di ‘A Taste Of Our Hate’ e vi accorgerete che ben pochi, al mondo, possiedono una tale agilità ritmica in strutture così violente! O ancora ‘Emerald’: una voce annichilita spezzata da un turbine percussivo impazzito che si accanisce, furiosa, contro qualcosa o qualcuno che- vi assicuriamo- non vorreste mai essere. Pazzesca poi la conclusione affidata a ‘Her Tangled Soul’: un filo di acciaio, sottilissimo e incandescente. Un lampo nel buio. L’implosione, la rovina finale. I Cubre evocano scenari tremendi, storture mentali irreparabili, visioni maledette e inguardabili. Al di là dell’incredibile maturazione stilistica del gruppo che l’ha scritto e suonato, ‘Our Tangled Soul’ è un monumento al dolore umano, un’invocazione demoniaca concepita dai Morbid Angel e suonata dai Breach. Al momento, in Italia, essenziali.

Voto recensore
8
Etichetta: Vacation House / Self

Anno: 2002

Tracklist: Tracklist: A Taste Of Our Hate / Is This My Poison? / The Fur And The Fuhrer / Emerald / Planet Earth Was A Liar / The Den / Song For A Crushed Man / Dot / Sweet Treachery / Her Tangled Soul

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