Motorcity Losers – Recensione: … Our Drunken’n’Fastest Fairy Tales

I Motorcity Losers non perdono tempo. Sin dall’artwork e dalla stampa sul cd mettono bene in chiaro quali sono le influenze di base della band: Motorhead, Motorhead, Motorhead e alla fine Ramones. E l’attacco dell’opener ‘Another Bad Morning’, un “omaggio” a ‘Overkill’, non fa altro che confermare la prima impressione, che ovviamente non può cambiare nel corso dell’ascolto, durante il quale, per fortuna, si aggiungono però alcune nuove influenze a salvare la resa complessiva del tutto.

Divertente l’approccio quasi bolgie di ‘Cinder In The Street’, così come l’irruenza punk della successiva ‘Sweet Baby Dool’ con un ritornello da cantare in coro sotto il palco, oppure il riff al limite dei Priest di ‘One Bone’. La base, rimane solidamente Lemmy & Co. ma almeno il quartetto sotto esame prova a variare la proposta e riesce sicuramente a non renderla noiosa.

Per i dischi che salveranno il mondo rivolgersi altrove; chi cerca una conferma che l’underground sporco, sudato e rumoroso italiano è più che vivo può comodamente fermarsi qui.

Voto recensore
6
Etichetta: Nicotine Records

Anno: 2006

Tracklist: 01. Another Bad Morning
02. Rock'n'Roll Station
03. Cinder In The Street
04. Sweet Baby Doll
05. Motorcity Losers (Hals Of Love)
06. One Bone
07. Two Souls
08. Criminal Sad Bop
09. Trump
10. Sunday Morning Fever

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