Kari Rueslatten – Recensione: Other People’s Stories

Raccontare storie: è sempre stata questa la vocazione della norvegese Kari Rueslatten, dapprima indimenticata musa dei primi The Third And The Mortal, e poi autrice di una validissima (e, purtroppo, poco conosciuta al di fuori dei patri confini) carriera solista.

Gli esordi dei ‘Demo Recordings’ e di ‘Spindelsinn’ erano ancora legati al folk della sua terra, mentre a partire da ‘Mesmerized’ si è fatta sempre più netta l’influenza di Tori Amos nelle sue composizioni e al contempo sono apparsi i primi timidi flirt con l’elettronica, segnando l’inizio di un percorso perfezionatosi poi nel successivo, ed ottimo,’Pilot’. Ed è proprio ‘Pilot’ che bisogna prendere come punto di partenza per comprendere ‘Other People’s Stories": laddove infatti ‘Pilot’ era un disco fondamentalmente introspettivo ed autobiografico, a tratti (volutamente) glaciale nei suoni e nelle atmosfere, richiamando sotto certi aspetti la Tori Amos di ‘To Venus And Back’, nella sua nuova fatica Kari cambia prospettiva e decide di osservare e cantare non la propria vita, ma storie di altre persone, slegate eppure idealmente unite.

Un cambio di prospettiva che si riflette anche nella musica, dove ogni racconto ha una sua precisa dimensione, formando un variopinto affresco dai toni tenui e delicati, ma capace anche di sfumature impreviste: storie che rapiscono il cuore sin dal primo istante, come nella malinconia struggente e rassegnata di quell’autentico capolavoro della title-track, tra i brani più intensi mai composti da Kari, storie che coniugano momenti acustici ed elettronica alla perfezione, ora in spunti vicini a Loreena McKennitt (‘Sorrow To My Door’), ora in episodi spogliati da orpelli dove ad emozionare è la sola nuda voce di questa straordinaria artista (‘Fishing’), ma non mancano brani più cupi e nervosi come l’elettrica ‘Push’ oppure ‘Ride’, giocata su chiaroscuri emozionali.

Un unico fluire di emozioni, dove "C’è un tempo per cantare la tua storia, c’è un tempo per cantare storie di altre persone, c’è un tempo per cantare anche la mia storia…": così si conclude ‘Orlando’, ultimo gioiello con cui Kari si congeda alla fine di questo ennesimo, splendido lavoro. E forse, chissà, tra tutte quelle storie potrebbe esserci anche la vostra…

Voto recensore
8
Etichetta: GMR / Frontiers

Anno: 2005

Tracklist: 01.Other People's Stories
02.Sorrow To My Door
03.Cry
04.Dog Star
05.When Lilies Bloom On Winter Days...
06.Push
07.Ride
08.Fishing
09.Carved In Stone
10.Life
11.Orlando

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