Amaseffer – Recensione: Kna’An

Prendete due tra i migliori gruppi israeliani attualmente in azione, ovvero Orphaned Land e Amaseffer, metteteli insieme, mescolate con una bella storia biblica e otterrete “Kna’an“, che viene già etichettato come side project ma che in realtà del progetto parallelo ha ben poco, nel senso che non è un disco che va preso sottogamba ma anzi ascoltato con grande attenzione. In realtà c’è anche un po’ di Europa nell’album, che nasce come colonna sonora di un’opera teatrale concepita da Walter Wayers che intende raccontare la storia di Abramo nella terra di Canaan; una storia che interessa molto da vicino sia la religione ebraica (ovviamente) che quella cristiana (Abramo infatti è ricordato anche come “nostro padre nella fede” dalla liturgia cattolica) e che può fare da legame fra tradizioni e musiche diverse come sono quella europea e quelle delle due band coinvolte. Gli Orphaned Land poi non sono nuovi ai racconti legati alla storia di Abramo, se pensiamo a “Brother“, brano di “All Is One”, che è appunto un grido di amore di Isacco (figlio di Abramo) al fratello Ismaele.

I vari episodi della vita di Abramo e della sua famiglia sono quindi narrati in maniera lineare per seguire il filo della narrazione teatrale, caratterizzando molto bene i diversi momenti per esprimere stati d’animo che vanno dall’angoscia al dolore, dalla gioia alla speranza. Si va dai pezzi costruiti in chiave interamente acustica, come “A Dove Without Her Wings“, a quelli con una matrice decisamente più heavy e sofferente, come “There Is No God For Ishma’el“; in generale comunque i personaggi sono trattati in una chiave molto umana, che esplora principalmente i sentimenti tra i vari componenti della famiglia (una famiglia spezzata e divisa, comunque, che è fin troppo facile paragonare alla situazione che il Medio Oriente vive ormai da decenni) rispetto alla componente spirituale e divina delle vicende. Abramo, Sara, Agar, Isacco e Ismaele sono principalmente esseri umani, con le loro gioie, i loro limiti e i loro tormenti, e sembra questo l’aspetto che interessa di più le due band unite. Permane, come fanno ormai da tempo gli Orphaned Land, il cantato duplice in inglese e in ebraico, così come permane la duplice componente di growl (anche se in minima parte) e clean vocals e come permangono i legami tra musica mediorientale e metal occidentale, come esemplificato bene da “Fruits From Different Trees“.

“Kna’an” piacerà sicuramente a coloro che conoscono già gli Orphaned Land e, anche se non si può considerare a tutti gli effetti un nuovo lavoro per la band di Tel Aviv, è comunque un tassello importante nella carriera di uno dei gruppi portabandiera non solo di musica di qualità, ma anche e soprattutto del dialogo interreligioso e interculturale, e che da anni esprime il dolore per i combattimenti fratricidi nel mondo.

Kna'an

Voto recensore
7,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2016

Tracklist: 01. The holy land of kna'an 02. The angel of the lord 03. Naked - sarah and abraham 04. The burning garden - sarah and hagar 05. Naked - abraham 06. A tree without no fruit - sarah 07. There is no god for ishma'el 08. The vision 09. A dove without her wings - hagar 10. The loneliness of itzhak 11. Akeda 12. Fruits from different trees - ishma'el and itzhak 13. Prisoners of the past
Sito Web: https://www.facebook.com/OrphanedLandOfficial/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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