Ufomammut – Recensione: Oro: Opus Primum

Vedere il logo Neurot Recordings sul retro di “Oro: Opus Primum” da un indizio fondamentale sulla meritata risonanza globale ormai raggiunta dai nostri Ufomammut. A fronte di una carriera più che decennale, svariati album, mille concerti, il power-trio piemontese si è ritagliato una fetta, neanche tanto piccola, di affezionati sostenitori, perfettamente a loro agio nelle lugubri e immense sinfonie stoner/doom/psich orchestrate da Poia, Urlo e Vita.

“Oro: Opus Primum”, come suggerisce il titolo, è solo la prima parte di un concept strutturato come un’unica grande composizione, segmentata in vari momenti, nei quali il suono muta, cresce, si stratifica (come esemplificano “Empireum” e “Magickon”), seguendo il collaudato modus componendi dell’accumulo/rilascio della tensione.

Rispetto a “Idolum” (2008), l’episodio più diretto della loro discografia  recente, le sonorità presentate in questi cinque nuovi brani appaiono intrinsecamente più granulari e organiche (come lasciva presagire “Eve”, 2010), valorizzando al massimo gli arrangiamenti e la loro cura in sede di regia (Lorenzo Stecconi dei Lento).

Come sempre il denso impasto della band vede in prima linea l’immenso groove creato dai pattern ritmici di Vita, nei quali risuonano i profondissimi echi siderali del basso di Urlo. Occasionali interventi di synth spaziali fanno da contraltare alle chitarre di Poia, come sempre impegnate su un impervio sentiero che, partendo dalla lezione doom, va a manipolare suggestioni stoner e sludge (Burning Witch, Sunn O))), Tribes Of Neurot).

Da perfetti alchimisti del suono, gli Ufomammut colpiscono nel segno, confezionando un album maturo e compatto come il monolite nero di kubrickiana memoria (“Infearnatural”), che ferma lo scorrere del tempo, precipitandolo in un limbo cosmico inquietante, nel quale la prospettiva dell’ascoltatore si ritrova  pericolosamente vicina all’idea del panopticon, “un nuovo modo per ottenere potere mentale sulla mente, in maniera e quantità mai vista prima” (J. Bentham).

A questo punto l’interesse e la curiosità per la seconda parte del progetto “Oro” non possono che essere elevatissimi, e non resta quindi che aspettare l’autunno, godendosi nel frattempo quest’ottimo “Opus Primum”.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Neurot Recordings

Anno: 2012

Tracklist:

1. Empireum
2. Aureum
3. Infearnatural
4. Magickon
5. Mindomine


Sito Web: http://www.ufomammut.com/

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