Vintersorg – Recensione: Orkan

Per una band come i Vintersorg la personalità unica di Andreas Hedlund è quello che si dice un’arma a doppio taglio. Se infatti da un lato l’interpretazione vocale del nostro e lo stile inconfondibile creato dal connubio con l’altro braccio del gruppo (Mattias Marklund) sono garanzia di riconoscibilità, dall’altro la strada percorsa sembra, almeno da qualche album a questa parte, essere più o meno prevedibile e forse propria il timbro istrionico di Hedlund rischia di far passare in secondo piano un lavoro di composizione/arrangiamento che al contrario merita attenzione per la sua qualità.

Non fermatevi quindi ad un ascolto superficiale, perché se è facile concludere da subito che “Orkan” è un disco di Vintersorg così come tutti ce lo immaginiamo, con le solite vocals melodiche e evocative (fin troppo ripetitive, appunto), i consueti rimandi al folk o le parti maggiormente accostabili al progressive e al metal, questa descrizione non è comunque sufficiente a esaurire il ragionamento.

I brani contenuti nel disco sono infatti mediamente lunghi e ricchi di elaborazioni non lineari, immersi in tutto e per tutto in un’anima sinceramente progressiva e comunque ancora affine alle radici viking di un album come “Ödemarkens Son”. La forma non si discosta quindi da quanto abbiamo potuto sentire l’anno scorso con “Jordpuls”, ma “Orkan” non è solamente un’aggiunta d’appendice, ma un vero e proprio nuovo capitolo che si muove su di una intelaiature simile, ma attraverso evoluzioni e abbinamenti diversi.

La poliedrica natura di ogni song rende difficoltosa la descrizione track by track, ma solo prendendo ad esempio un brano come la lunga “Polarnatten” potete ritrovarvi un incipit d’archi, un attacco ritmico sostenuto da vocals aspre temperate da un tappeto di tastiera che si apre velocemente ad un fraseggio più melodico e a variazioni orientate al folk, il tutto in poco più di due minuti. Non ci sono veri momenti di stallo e la song si muove con un susseguirsi di sbalzi e riprese del tema centrale che evolvono verso il coro aperto ed epico, come da manuale nello stile di Vintersog. Ovviamente far convivere tutto con fluidità non è agevole e, pur se assimilabile, la mescolanza va a discapito dell’identità immediata del singolo brano per favorire una visione stilistica d’insieme che emerge invece da subito più nitida e necessità di più ascolti per svelare i particolari.

L’intuizione originale è stata ormai sviscerata in ogni direzione e trovare qualcosa di completamente nuovo è impensabile, ma Hedlund resta un song-maker di classe e chi ha amato la band nel corso della carriera non avrà motivo di ricredersi.

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Istid (5:51)
02. Ur Stjärnstoft Är Vi Komna (7:07)
03. Polarnatten (7:24)
04. Myren (5:03)
05. Orkan (5:14)
06. Havets Nåd (6:38)
07. Norrskenssyner (6:08)
08. Urvädersfången (7:03)


Sito Web: https://www.facebook.com/vintersorganic

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