Shaman – Recensione: Origins

Non deve essere facile chiamarsi Shaman e vedere aleggiare costantemente sulla propria testa il fantasma di André Matos. La band carioca, fondata dai reietti degli Angra nel 2000 ha mutato profondamente pelle rispetto agli esordi, perché il solo Ricardo Confessori è rimasto in line-up. Gli Shaman del nuovo corso provano quindi a camminare con le proprie gambe, anche se i paragoni con il passato sono inevitabili, soprattutto perché il genere non si discosta poi troppo da quel power metal melodico e progressivo marchio di fabbrica di Matos. “Origins” è un piccolo passo in avanti rispetto ad “Immortal”, uscito tre anni fa, a conferma che i nostri hanno ancora qualcosa da dire. Il vocalist Thiago Bianchi non ha un unghia della classe di Matos, questo è bene dirlo subito, ma i suoi gorgheggi altissimi sono funzionali all’andamento delle canzoni, pur in alcuni momenti un po’ forzati. Ciò si nota nell’opener “Letal Awakening” sparatissima in doppia cassa e con un ritornello a sirena che non ottiene l’effetto sperato, rivelandosi il momento meno riuscito di “Origins”. Le cose vanno meglio con la progressiva “Inferno Veli” in cui il basso di Fernando Quesada si insinua nelle nostre orecchie con rara intensità. La top song è “Ego”, divisa in due parti, che alterna momenti pianistici più soft a guitar riff dal gusto classic metal, con Bianchi a trovare la chiave interpretativa giusta. Gli amanti delle sonorità tipicamente carioca avranno pane per i loro denti, perché gli Shaman non dimenticano i sapori della propria terra, inserendo in “Blind Messiah” tribalismi, con Confessori in versione deluxe e nella conclusiva “Signed, Sealed And Delivered” dolci momenti acustici. “Origins” è tutto qua, un album non certo imprevedibile e nemmeno monumentale, ma assolutamente completo in fase di arrangiamento, che presenta linee melodiche interessanti ed inserti di tastiera d’impatto. Gli Shaman possono e devono sicuramente crescere per tenere testa alle band più blasonate, ma è giusto continuare a tenere in vita un progetto che presenta un certo fascino. A patto che ci creda ancora lo stesso Confessori, rientrato recentemente a far parte del ben più importante progetto Angra, che gli porterà sicuramente via impegno ed energie nervose. Il tempo ci darà delle risposte.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet Records / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist:
01. Origins, The Day I Died (intro)
02. Lethal Awakening
03. Inferno Veli
04. Ego (Pt.1)
05. Ego Pt.2
06. Finally Home
07. Rising Up Your Life
08. No Mind
09. Blind Messiah
10. Signed, Sealed And Delivered

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