Orchid – Recensione: Sign Of The Witch

A poco più di due anni da “The Mouths Of Madness”, seconda fatica sulla lunga distanza, gli Orchid tornano a farsi sentire con il mini Cd “Sign Of The Witch”. All’ascolto restiamo ancora una volta colpiti positivamente, ma di certo non si può dire che il four-piece di San Francisco rivoluzioni il proprio sound.

Gli Orchid rimangono in sostanza degli ottimi continuatori di quell’hard rock/doom sabbathiano che di certo non ha bisogno di presentazioni.  A questo aggiungiamo come l’ensemble, attraverso l’uso di alcune apparecchiature analogiche, mantenga un alone vintage e ruvido, tanto che anche questo mini album sembra una release risalente agli anni ’70 e per qualche motivo, dimenticata.

Il collettivo americano mostra delle buone doti di song writing e inanella quattro brani gradevolissimi. La tiltetrack è un tipico esempio di genere guidato da tappeti di riff compressi e una sezione ritmica quadrata, mentre “John The Tiger”, ancora più vicino al proto-doom sabbathiano, suona molto bluesy e lascia parecchio spazio a lunghe parti strumentali che paiono costruite nell’ottica dell’improvvisazione. I tratti vagamente folk e psichedelici di “On Strange Winds”, risvegliano ulteriormente il fantasma dei seventies.

Un ascolto, ripetiamo, assolutamente piacevole e di sicuro interesse per i fruitori del genere proposto. Ovvio però che se avete già avuto modo di testare questa band trovandola fuori tempo massimo, non sarà il pur buono “Sign Of The Witch” a farvi cambiare idea.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Sign Of The Witch
02. John The Tiger
03. On Strange Winds
04. Burning Eastern Skies


Sito Web: http://www.orchidsf.com/

andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login