Oranssi Pazuzu – Recensione: Värähtelijä

Tre anni dopo “Valonielu”, il Demone Arancione fa ritorno sul mercato discografico con “Värähtelijä”, quarta prova per i finlandesi, consueti ed ottimi rappresentanti di un lato colto e ricercato del black metal. L’album è presentato come la naturale continuazione di “Valonielu”, da cui riprende il forte legame tra un black primitivo ma curato nei minimi particolari sul versante tecnico e la migliore tradizione psychedelic rock vicina alle sonorità degli anni’70.

A noi piace pensare che “Värähtelijä”, pur rappresentando il seguito ideale di un grande disco, sia anche un passo avanti, un gradino più alto nell’opera di studio e de-strutturazione musicale che il gruppo nordeuropeo porta avanti da quasi dieci anni. E in effetti “Värähtelijä” è un platter teso e nervoso, settanta minuti di musica dove i fini di intrattenimento sono pressochè nulli e l’attenzione deve restare su livelli alti. Gli Oranssi Pazuzu chiedono un certo impegno ai loro ascoltatori, sia nella ricezione del complesso percorso musicale, sia nell’interpretazione personale dei testi ermetici, di carattere, citando le parole del deus ex-machina Jun-His, psicoscientifico.

Un impegno che sarà tuttavia ripagato ampiamente dalla band, autrice di un album che si erge maestoso come una cattedrale di suoni, in bilico perenne tra un black metal crudo e potente e rock psichedelico allucinato, fisico, lisergico. Il risultanto è alienante e stordisce, così come i continui cambi di tempo e di intenzione che si possono riscontrare all’interno di ogni singolo pezzo, dove le due anime si amalgamano, si sovrappongono, si dividono per poi riprendere a correre sullo stesso binario, a volte con ferocia, altre con inaspettata tranquillità.

Appare chiaro come l’improvvisazione abbia molto spazio in “Värähtelijä”, dove i cinque musicisti contribuiscono con pari pesi a un’anarchia sonora violenta e deforme che tuttavia presenta una logica straordinaria. Persino la voce, spesso urlata, ma anche sofferta e intensa in alcuni punti, interviene solo dove necessario quasi fosse uno strumento (sono numerosi gli effetti a cui è sottoposta). Sarebbe inutile menzionare un brano piuttosto che un altro come esempio, qui non ci sono vere e proprie forme canzone, ma un chaos primordiale che accoglie l’agghiacciante lascito del miglior black anni’90, panorami elettronici disturbanti come un neon che ti sfarfalla negli occhi, un hammond ruggente che ricama paesaggi alienanti. Il tutto in un continuo trasformarsi, progredire, stabilizzarsi. Nuovo bersaglio centrato per questa bizzarra versione dei Darkthrone con i pantaloni a zampa, ancora una volta unica nel suo genere.

Oranssi Pazuzu - Värähtelijä

Voto recensore
8
Etichetta: Svart Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Saturaatio 02. Lahja 03. Värähtelijä 04. Hypnotisoitu Viharukous 05. Vasemman Käden Hierarkia 06. Havuluu 07. Valveavaruus
Sito Web: http://www.oranssipazuzu.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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