Dark Suns – Recensione: Orange

Nuovo disco per i tedeschi Dark Suns: mentre con il malinconico “Existence” (2005) si esploravano ambienti sonori alquanto oscuri e con l’impegnativo “Genuine Grave Human” (2008) si dava fondo alla sperimentazione più cervellotica, in quest’ultimo lavoro l’orientamento compositivo è indubbiamente quello del rock, termine da intendersi in questo caso nella sua accezione più ortodossa.

Dalle informazioni che ci fornisce la Prophecy sappiamo che il cd in questione “è stato registrato dal vivo in studio [ai Kick The Flame, n.d.r.], al fine di catturare quel qualcosa di speciale della musica progressive rock nel modo più autentico possibile e per lasciare spazio creativo per l’illustre strumentazione” (naturalmente stiamo parlando di Hammond, ottoni e via dicendo). Lasciando da parte i soliti, inevitabili riferimenti al passato, ciò che ci preme trasmettervi è il senso di canzonatoria disinvoltura con cui è magistralmente suonato questo lavoro, che nonostante l’evidente afflato Seventies sa muoversi tra coordinate innovative ed eccezionalmente ‘fresche’, come già era stato anni fa per Motorpsycho, Ozric Tentacles ecc…: esemplificative le furiose cavalcate di “That Is Why…” Con ciò non intendiamo affermare che questo sia un disco solare, e i vari passaggi in penombra come il ‘poliziottesco’ attacco di “Scaleman” ne sono la prova, ma semplicemente che tra queste tracce non c’è nulla che ristagna: tutto è cangiante e in continuo movimento, e l’ascoltatore non può che esserne piacevolmente trascinato dall’inizio alla fine.

Per tirare le somme possiamo dire che “Orange” è una gran bella release di progressive rock dalle tinte psichedeliche e moderne, che credo potranno apprezzare sia i giovanissimi che i quei vecchi progster che hanno consumato le puntine dei loro giradischi sui vinili degli anni ’70.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Prophecy Productions

Anno: 2011

Tracklist:

01. Toy
02. Eight Quit Minutes
03. Elephant
04. Diamond
05. Not Enough Fingers
06. Ghost
07. That Is Why They All Hate You In Hell
08. Vespertine
09. Scaleman
10. Antipole


Sito Web: http://www.darksuns.de/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Questa band proprio non riesce a sciogliere il cordone ombelicale che la lega ai Pain Of Salvation; questi ultimi con i due “Road Salt” hanno sterzato verso i ’70 e a ruota anche la band di Lipsia fa un salto indietro di 40 anni!!! Discutibili anche se non mi dispiacciono!!!

    Reply

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