Oracle Sun – Recensione: Machine Man

E per una volta, per nostra fortuna il passato ritorna, e sembra più attuale dell’oggi. Non so in quanti si ricorderanno degli Oracle Sun, band italiana nata nel 2002 e capitanata dal batterista ex Labyrinth Frank Andiver, ed autrice di “Deep Inside”, piccolo gioiello di power metal melodico e progressivo, che ancora oggi diversi di noi ricordano e considerano come una delle migliori uscite nel genere, pubblicate tra il 2005 ed il 2006. Dopo l’uscita del disco, assistiamo a diversi pacifici avvicendamenti nel gruppo, in cui spiccano l’affilata e talentuosa chitarra di Vic Mazzoni, ma le canzoni pronte per il secondo disco e già in buona parte registrate, rimangono nel cassetto per svariati anni, ed i vari musicisti si dedicano ad altre attività e progetti.

Dopo la prematura dipartita dello stesso Mazzoni, nel 2016, Frank Andiver decide di riunire gli Oracle Sun, grazie al contributo dell’esperto e dotato singer Wild Steel (Shadows Of Steel), dello storico Alessandro Cola al basso, di Tommy “Paletta” Pellegrini e Giacomo Paradiso alle chitarre, ed aggiungendo le tastiere di Alessio Pascucci.

Nasce così nel 2018, la brillante cover di “Let’s Talk About Me” brano degli Alan Parsons Project, che spinge gli Oracle Sun a riprendere in mano le vecchie registrazioni “sospese” e di completarle, aggiungendovi qualche partitura di chitarra e tastiere, ma lasciando del tutto presenti i contributi e gli assoli di Vic Mazzoni. E così vede la luce negli ultimi giorni del 2020, “Machine Man”, registrato e mixato da Frank Andiver ai Zenith Recordings e masterizzato al Meda Sound di Lucca da Davide Prew, annunciato anche dal video di “Million to Ascension”, uno dei nove pezzi forti del disco.

Perché nove? Semplicemente, “Machine Man” non possiede punti deboli, non suona nostalgico e non è solamente un omaggio sentimentale ad un compagno che ha concluso il suo percorso prima del tempo. Vic Mazzoni vive ancora e lo farà sempre, nei solchi e negli strepitosi assoli del disco, inseriti in canzoni che profumano insieme di antico e moderno, e non dimostrano la loro età, tutt’altro. Spesso la velocità fa capolino, sempre però inserita in strutture sonore melodiche ma non banali o lineari, per uno stile che parte dal power metal per aprirsi ad influenze anche sorprendenti. I suoni portati da Pascucci arricchiscono il tutto e lo rendono più maturo e proiettato verso il 2020, e la voce sempre stentorea ed integra di Wild Steel funge da meraviglioso collante al tutto.

“Machine Man” è certamente un lavoro speciale, tutto da godere ed ascoltare, sia per il cuore che per la mente, splendidamente prodotto, e grande seguito del promettente esordio. L’augurio ora, è che gli Oracle Sun decidano di omaggiare il loro amico, decidendo di voltare pagina e proseguire verso un terzo disco ed altre avventure musicali. Tutto quello che possiamo fare noi, è tuffarci nelle pagine intense e appassionanti di questo “Signor Album”. Una bellissima sorpresa.

Etichetta: Volcano records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Edge Of Life 02. Million To Ascension 03. Fallin’ Time 04. Machine Man 05. Sunset Feelings 06. Look Behind Me 07. Daydream 08. Calling 09. Coming Back
Sito Web: https://www.facebook.com/oraclesunband/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. frank andiver

    Bellissima recensione….approfondita e emozionante…. grazie mille!!!! 🙂

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login