Ensoph – Recensione: Opus Dementiae (Per Speculum Et In Aenigmate)

Tornano, a distanza di due anni da ‘The Bleeding Womb Of Ananke’, gli Ensoph.

E lo fanno col botto.

‘Opus Dementiae (Per Speculum Et In Aenigmate)’ è un lavoro incredibile, allucinato e allucinante. Costruito su basi vicine al cyber metal: ‘Sophia’s Fall’ cresce su di un riff che è Fear Factory fino al midollo. Intriso di esoterismo e passione per l’occulto: sentire il flauto su ‘Jaldabaoth At The Spring Of Time’ e pensare a Clive Jones e ai suoi Black Widow è tutt’uno. Contaminato e sporcato di elettronica varia: soprattutto EBM e dintorni (non è certo casuale il remix di ‘Sophia’s Fall’ ad opera di Bruno Kramm dei Das Ich), ma anche l’influenza di gente come Kovenant o (perché no?) Arcturus pesa eccome. Influenza, quest’ultima, che si riscontra anche nell’approccio teatrale e goticheggiante alla composizione dei pezzi… e da questo punto di vista crediamo non si sbagli nemmeno a fare il nome di Mr. Doctor. ‘Salmo A Nessuno’ sarebbe lì a dimostrarlo, se aveste il coraggio di avvicinarvi un po’ di più.

La creatura appare già sufficientemente indefinibile visti i connotati di cui sopra; beh, già che ci siete aggiungete pure una spruzzata di metallo avantgardista norvegese all’amalgama: oltre ai già citati Arcturus, vengono in mente i Solefald, soprattutto nei momenti più estremi (‘In The Flesh’). E poi qualcosa di prog settantiano. E poi…

E poi basta, perché in fondo ha poco senso questa affannosa ricerca di influenze e citazioni. Ha poco senso perché la band è riuscita nell’impresa più difficile, cioè quella di crearsi una propria identità; le più svariate radici vengono rielaborate, inglobate e assimilate a plasmare un mosaico sonoro personale e (sbilanciamoci, per una volta) originale. Che non è cosa da poco.

E allora passano in secondo piano anche i difetti (inevitabili, e comunque minuscoli); insomma, di fronte ad un lavoro di questa caratura mettersi a sindacare sull’imperfetta pronuncia inglese di Nicholas (comunque autore di una prestazione mostruosa) sarebbe come discutere del sesso degli angeli.

Ci sarebbe ancora tanto, tantissimo da dire su questo disco, molto da sviscerare, troppo da analizzare. Ma non vorremmo rovinarvi del tutto la sorpresa…

È meglio che usciate, vi dirigiate dal vostro pusher di fiducia e acquistiate ‘Opus Dementiae’. E preparatevi a godervelo in santa pace.

Pace..?

Voto recensore
8
Etichetta: Cruz Del Sur Music

Anno: 2004

Tracklist: 01. Jaldabaoth At The Spring Of Time
02. In The Flesh (Visione Della Passione)
03. Sophia's Fall
04. Faith Defeat
05. Salmo A Nessuno
06. White Lamb Seducer (40 Days & 40 Nights)
07. Lies Of The Mirror Which Lies Not
08. Sun Of The Liar
09. Proudly Divine (Ink & Mirrors & Empty Tombs)
10. Sophia's Fall (Sophies Welt RX)

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