Onslaught – Recensione: Generation Antichrist

Contrariamente a quanto sostenuto da una diffusa vulgata la minestra riscaldata spesso è piuttosto buona, tanto che nel metal e nelle sue ramificazioni l’usanza di riproporre più o meno la stessa cosa, ravvivandola con una spruzzata di modernità nel suono, sta funzionando ormai da un paio di decenni. In questa materia gli Onslaught hanno dimostrato di saperci fare sin dal loro album di rientro, il valido “Killing Peace” e con questo nuovo “Generation Antichrist”, nonostante l’ennesimo stravolgimento della line-up che ha visto anche la sostituzione di Sy Keeler nel ruolo di cantante, la formula non cambia di una virgola.

Quello proposta dalla band di Nige Rockett è un solido e classicissimo thrash metal di vecchia scuola, con molti riferimenti nel riffing del thrash bay area, ma con una furia esecutiva che rimanda alla scena mittel-europea. Un canovaccio che funziona bene e che anche qui mostra tutte le sue qualità (e tutti i suoi limiti). Davanti a canzoni dal tiro innegabile e dalla struttura catchy come “Strike Fast, Strike Hard” o la ritmata “Bow Down to The Clowns” è innegabile che l’appassionato del genere si lascerà trascinare. La incalzante title track o la velocissima e slayer-oriented “Religiousuicide” non sono certo da meno e mostrano quanto David Garnett sia un ottimo interprete, rabbioso e graffiante al punto giusto. Quando si potrà tornare a suonare con una certa continuità è immaginabile che questa formazione potrà dare delle belle soddisfazioni a tutti i fan.

Tutto bello, se non fosse che un album così strutturato poggia la sua fruibilità su una marcata prevedibilità nel songwriting, elemento che porterò probabilmente chi ha ascolti variegati ad accotonarlo velocemente, alla ricerca magari di qualcosa di più stimolante. Per chi invece di certi riff e di certe costruzioni ritmiche non ne ha mai abbastanza gli Onslaught restano una delle band che la famosa minestra la riscalda meglio. E con il ritiro degli Slayer hanno certamente guadagnato un altro posto in graduatoria.

Etichetta: AFM Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Rise to Power 02. Strike Fast Strike Hard 03. Bow Down To The Clowns 04. Generation Antichrist 05. All Seeing Eye 06. Addicted To The Smell Of Death 07. Empires Fall 08. Religiousuicide 09. A Perfect Day To Die

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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